Scommesse sportive sicure 2026: la concessione ADM, il RUA e quello che resta scoperto
31 Ottobre 2026 — Dati verificati contro l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) e contro i termini e le condizioni degli operatori citati.

Chi cerca scommesse sportive sicure vuole una risposta semplice: c’è un foglio che dice chi è autorizzato e chi no, e quel foglio è pubblico. In Italia il gioco a distanza con vincite in denaro può essere offerto solo da chi ha una concessione dell’ADM (ex AAMS), e per verificare se un operatore è autorizzato si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito dell’Agenzia. Fine della parte facile.
La parte meno facile è che quel foglio non dice tutto quello che il lettore crede. L’elenco, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Dentro quelle righe convivono diritti diversi — scommesse sportive a quota fissa, poker e giochi di abilità, casinò, betting exchange, bingo — perché la concessione si assegna per sito, non per azienda, e un singolo concessionario può detenere più diritti in qualunque combinazione. La lista non ha una colonna per i giochi: leggere il proprio brand preferito fra quelle righe prova che è concessionario, non che offre scommesse sportive. Quella prova sta nel palinsesto dell’operatore e nella sua app.
Da qui l’angolo di questa pagina, che è la scelta. Non esiste un solo modo di essere un posto sicuro dove giocare: esiste la strada regolata, con i suoi obblighi, i suoi limiti e la sua lentezza, e esistono le strade che regolate non sono, con i loro tempi rapidi e il conto che arriva dopo. Il lettore che ha capito la differenza ha già risolto da solo tre quarti delle domande che lo hanno portato qui.
La classifica: come si legge una graduatoria di bookmaker con concessione
Nessuna classifica di bookmaker è sicura per il solo fatto di esistere. La graduatoria che segue mette in fila dieci piattaforme presenti nell’elenco ADM, e per ognuna riporta ciò che è verificabile: il numero di concessione, la società concessionaria e quello che i termini o le schede degli operatori dichiarano sul prodotto sportivo. L’ordine è quello che segue, e non è un ordine di merito sull’affidabilità — la concessione non si gradua.
Criteri di valutazione: cosa guardo e in che ordine
Il primo controllo non è il bonus. È il numero.
Un operatore con concessione dichiara il proprio titolo nei termini del conto di gioco, e lo fa in modo esplicito: Admiralbet scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di fornire il servizio tramite il proprio sito. Quel paragrafo, nelle condizioni di un bookmaker, è la cosa più utile che il lettore possa cercare: identifica la società, il titolo e la piattaforma su cui il titolo vale. Il secondo controllo è che il numero corrisponda a una riga dell’elenco pubblicato dall’Agenzia, non a una pagina di comparazione. Un posto in una classifica non è una concessione, e vale la pena scriverlo perché la confusione fra le due cose è il motore commerciale di mezza internet italiana.
Il terzo controllo è il dominio. La concessione è rilasciata per un sito, e i concessionari la esercitano su un dominio .it: è il modo in cui la piattaforma autorizzata si distingue da una vetrina che raccoglie giocatori italiani senza titolo. Il quarto è la sostanza del prodotto sportivo — palinsesto, mercati, funzioni come il cash out — perché una concessione per il casinò non è una concessione per le scommesse, e il listino dell’operatore è l’unico documento che risponde.
Poi, e solo poi, l’offerta di benvenuto. La sua presenza non dice nulla sulla sicurezza del sito: il divieto pubblicitario del Decreto Dignità non tocca l’esistenza di un bonus, e nessun tetto statale all’importo o al rigioco è noto, quindi importi, requisiti e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore. Trattare un bonus come un indicatore di affidabilità significa leggere il materiale promozionale al posto del registro.
La panoramica dei dieci operatori
| Brand | Concessione ADM e concessionaria | Cosa dichiarano i termini dell’operatore |
|---|---|---|
| Planetwin365 | n. 16007, Pwo S.p.a. | Copertura dei principali campionati nazionali ed europei e oltre 20 tipologie di sport con risultati in diretta |
| Eurobet | n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Palinsesto dal calcio, tennis e basket fino a Formula 1, MotoGP, volley, ciclismo, golf e scacchi, con eventi di spettacolo e politica |
| BetFlag | n. 16008, Betflag S.p.a. | Apertura del conto con SPID e CIE accanto alla registrazione classica; gioco vietato ai minori di 18 anni |
| NetWin | n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | Offerta Sport-50: bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, deposito minimo 20 €, conto verificato |
| William Hill | n. 16044, William Hill Malta Plc | Bonus Sport da 10 € con registrazione SPID; bonus utilizzabile fino a 100 € per scommessa e non prelevabile subito |
| StarCasinò | n. 16026, Azzurri Limited | Scommesse sui principali eventi italiani e internazionali accanto a slot e Live Casinò |
| Goldbet | n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e altri sport |
| Betsson | n. 16027, Azzurri Limited | Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| SNAI | n. 16032, Snaitech Spa | Singole, multiple e sistemi, con risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini, rigori e funzione Cash Out |
| Lottomatica | n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP con quote e risultati in tempo reale e streaming |
La prima cosa che salta all’occhio è che due righe della tabella portano la stessa società: Goldbet Better Organization Italy compare come concessionaria sia di Goldbet sia di Lottomatica, e Azzurri Limited compare sia per StarCasinò sia per Betsson. Non è un errore di trascrizione ed è il punto più istruttivo dell’intera faccenda. Se il titolo appartenesse all’azienda, queste coppie sarebbero un’unica voce; il registro le tiene distinte perché la concessione è agganciata al sito, e la stessa società può esercitarne più di una. Il caso più netto è fuori dalla tabella: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it, tre siti, tre vite commerciali, un solo concessionario. Al lettore che si chiede se due brand «sono la stessa cosa» la risposta operativa è che dal lato della licenza spesso lo sono e dal lato del prodotto no — termini, limiti e assistenza restano quelli di ciascun sito, e la vertenza si apre contro il sito su cui si è giocato.
La seconda cosa da notare è la colonna di destra, che è deliberatamente disomogenea. Per alcuni operatori elenca il palinsesto, per altri una funzione del conto, per altri l’offerta di benvenuto: sono i materiali che le schede e i termini di ciascun marchio mettono a disposizione, e non si lasciano omogeneizzare senza inventare. Dove un marchio è dichiaratamente casinò-prima-con-sportsbook, come StarCasinò, la riga lo mostra invece di nasconderlo. Nessuno dei dieci va letto come il più sicuro dei dieci: il numero di concessione è una condizione, non un punteggio, e nessuno di questi brand ha un’esclusiva su niente.
I fondamentali: concessione per sito, dominio .it e cosa resta fuori dall’elenco
Le concessioni in Italia non sono licenze aperte. Sono «concessioni» assegnate con gara pubblica, e il quadro è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, il riordino del settore dei giochi pubblici, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’articolo 6, comma 1 elenca i giochi offribili a distanza con concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse dei cavalli; i palinsesti di scommesse sportive e ippiche; l’ippica nazionale; i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; le scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange; il bingo. Chi vince la gara può esercitarne uno o più per un massimo di nove anni, senza rinnovo, e i requisiti comprendono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che ADM fissa nella gara. Condizioni di concessione e regime fiscale restano fissi per tutta la durata.

Questa architettura ha una conseguenza che sfugge a quasi tutti. Nove anni senza rinnovo significano che la scadenza è già scritta nel titolo, e che il mercato si riaprirà con una nuova gara. Per il giocatore non cambia nulla nell’immediato; per il modo in cui si legge un operatore cambia parecchio, perché l’anzianità di un marchio non è una prova di stabilità futura, e il fatto che una concessione sia «vecchia» non la rende più solida di una recente.
Il punto operativo, però, resta uno: il dominio. La concessione è per sito, e i concessionari la esercitano su un sito .it. Il lettore che si trova davanti un marchio noto che accetta giocatori italiani da un dominio estero non sta guardando una scorciatoia intelligente, sta guardando una cosa diversa. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non erano fra le 52 righe dell’elenco letto il 25 ottobre 2026: quattro nomi conosciuti, quattro assenze dal registro. Il che non vuol dire che chi non è in quelle righe sia per definizione una truffa — vuol dire che non è un concessionario, e quindi che nessuno degli obblighi che rendono un concessionario tale vale per lui.
Nell’elenco c’è anche un vincolo che riguarda la sostanza sportiva: l’articolo 2, lettera s) definisce il «palinsesto» come il programma di eventi e tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato da ADM, e una scommessa si può prendere solo su eventi che stanno in quel palinsesto approvato. ADM aggiunge gli eventi uno per uno — a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner, come riporta la stampa di settore. Il palinsesto non è quindi un catalogo libero: è una lista autorizzata, e la sua ampiezza è il risultato di un rapporto con il regolatore, non solo di scelte commerciali.
Quanto costa giocare: il margine dentro la quota
Prima dei singoli marchi, una cosa che vale per tutti e che nessuna quota mostra.
Il margine del bookmaker vive dentro il prezzo e non compare mai nel listino. Su un mercato a due esiti, con entrambe le quote a 1,90, la quota incorpora già il costo del servizio: la quota di ritorno è 1 ÷ (1/1,90 + 1/1,90), cioè circa il 95 %, e il margine è quel che resta, intorno al 5 %. Nessuna di queste cifre è una condanna — è il prezzo del prodotto — ma cambia il senso di ogni offerta che promette qualcosa in più.
Prendiamo l’esempio più semplice che il lettore può riprodurre da solo. Un giocatore si dà un limite di deposito settimanale di 100 € e quella somma, messa una volta sola, va su un mercato a due esiti a quota 1,90 per lato. Non è una quota di un operatore reale, è l’esempio aritmetico che serve a far vedere dove finisce il denaro. Se il giro di giocate settimanale resta quello, 100 € a settimana, il costo medio atteso è il prodotto fra il volume giocato e il margine di quel mercato: fra i 270 € e i 390 € l’anno, a seconda che il margine sia quello dell’esempio — circa il 5 % — o quello, più alto, che un listino meno competitivo porta con sé. È una stima statistica, non una previsione: su una singola settimana il saldo può essere qualunque cosa, e su un anno di giocate resta un valore medio calcolato sotto l’ipotesi di volume costante e margine costante. Il numero vero che il lettore deve portare via non è però la somma, è la sua origine: quel costo non arriva dal deposito, arriva dal fatto di ripetere la giocata. Chi deposita 100 € e gioca una volta non ha speso 100 € nel mercato, ha speso il margine su 100 € di giocate. Chi deposita 100 € e rigioca dieci volte ha moltiplicato il volume, non il deposito, e il margine lo segue.
Da qui discende la sola regola seria sui limiti: un limite di deposito è uno strumento di tutela, non un budget di spesa, perché il denaro può transitare più volte nel mercato prima di uscire. Un tetto ai depositi settimanali non è un tetto alle giocate, e nessun tetto statale in euro alle puntate sulle scommesse sportive è noto: gli strumenti che mordono davvero sono i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito che sceglie in registrazione.
La tabella, riga per riga: quello che i numeri di concessione non dicono
La panoramica serve a un controllo, non a una scelta. Un lettore che la scorre per trovare il suo marchio ha già fatto la verifica che conta e può fermarsi: il numero c’è, il dominio è .it, la società è nominata. Tutto il resto — se il palinsesto copre la Serie C o solo la Serie A, se c’è lo streaming, se il cash out esiste — è nella colonna di destra, e quella colonna non si può leggere come se fosse un punteggio.
Vale la pena dire con chiarezza cosa quei codici non significano. Non significano che il marchio sia conveniente, non significano che i suoi termini siano leggibili, non significano che un prelievo arrivi in un giorno. Significano che esiste un titolo, che è stato assegnato con una gara, e che chi lo detiene è soggetto alla vigilanza dell’Agenzia e alle regole del riordino del 2024. Un lettore che confonde quella garanzia con una raccomandazione finisce per scegliere sulla base del numero più grande, che è esattamente il criterio che questa pagina non usa.
Fondamenti: cosa rende sicuro un bookmaker in Italia
La domanda vera non è quali bookmaker siano sicuri, ma da cosa si riconosce la sicurezza. La risposta non è una sensazione, è un insieme di obblighi che si vedono.
Un conto con identificazione piena, e i 30 giorni che contano
Un conto di gioco richiede identificazione completa. L’età minima è 18 anni: l’articolo 3, comma 1, lettera a) del D.Lgs. 41/2024 pone la tutela dei minori fra i principi, le condizioni di concessione escludono i minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18.
Le strade per aprire quel conto sono più di una, e la scelta ha conseguenze pratiche. La registrazione classica prevede la compilazione del modulo e il caricamento di un documento — per esempio Admiralbet richiede fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png — mentre SPID di livello 2 importa i dati automaticamente, con un codice temporaneo OTP a conferma. BetFlag rimanda alle procedure con SPID e con CIE accanto alla registrazione tradizionale, e Goldbet consente anche l’accesso tramite CIE attraverso un fornitore SPID. Il dettaglio che decide la giornata del lettore è il termine: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. Trenta giorni sembrano tanti. Non lo sono, se il documento caricato è sfocato e il conto nel frattempo raccoglie una vincita che non si può incassare.
L’identificazione piena è anche il motivo per cui i conti dei concessionari non sono anonimi, ed è una buona notizia: è quella che rende possibile tutto il resto, dal RUA all’autoesclusione trasversale. Chi cerca un posto dove giocare senza dare le generalità sta cercando qualcosa che, per definizione, non può essere sicuro.
Cosa si può mettere nel palinsesto
Il prodotto sportivo regolato ha una forma precisa. Le scommesse a quota fissa sono il nucleo, e la legge prevede anche il totalizzatore; se un marchio online offra partite a totalizzatore non è dato sapere. Una scommessa si può prendere solo su eventi compresi nel palinsesto approvato da ADM, il che significa che il catalogo di un concessionario è, letteralmente, la lista degli eventi che il regolatore ha ammesso.
Dentro il quadro stanno alcune famiglie di prodotto che il lettore incontra spesso e che conviene tenere distinte. Gli eventi simulati — l’articolo 2, lettera v) definisce le scommesse su eventi simulati come gare sportive, ippiche e di altro tipo generate al computer e mostrate con animazione o con un evento reale preregistrato — sono ammessi dentro una concessione per le scommesse sportive, e i siti degli operatori tengono una sezione «Virtuali». L’ippica è due cose diverse nella legge: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’articolo 6, comma 1, lettera a); i giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — stanno alla lettera c) e richiedono una concessione propria. Se un marchio offra online i totalizzatori di ippica nazionale non è dato sapere. Il live è offerto da tutti i grandi operatori; le regole ADM sui mercati in diretta, i ritardi e gli eventi coperti non sono qui definite, e non esiste un elenco dei mercati live disponibili.
Il betting exchange merita una riga a parte perché non è una scommessa contro il bookmaker. È ammesso come gioco separato (articolo 6, comma 1, lettera e); articolo 2, lettera u)): il giocatore può fare la parte di chi punta o di chi banca, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima a favore di 200 centesimi con incrementi di 50 centesimi, e un articolo di settore del 2024 riferisce che nulla è dovuto dal giocatore sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario; quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è dato sapere. C’è poi il capitolo delle scommesse su eventi che riguardano minori: esiste un provvedimento del direttore di ADM sul tema, che richiama il DM 111/2006, ma il suo contenuto non è qui definito. E gli esports: se stiano nel palinsesto o no, non è dato sapere.
Un lettore che vuole capire se un operatore è solido sul prodotto sportivo non deve cercare un numero di concessione in più. Deve aprire il palinsesto, contare le competizioni che gli interessano e verificare che esistano davvero i mercati che usa — e questo è un lavoro che nessuna classifica può fare al posto suo.
Normativa: la vigilanza, le liste pubbliche e cosa significa un titolo
Il quadro legale italiano ha una proprietà rara nel panorama del gioco: è verificabile dal divano.
Elenco dei concessionari, siti inibiti e l’esercizio della vigilanza
L’ADM, d’intesa con la Guardia di Finanza, redige la lista dei siti di offerta legale di gioco a distanza riferiti ai concessionari e quella dei siti inibiti, e le rende pubbliche sui siti istituzionali dell’Agenzia e della Guardia di Finanza: è quanto prevede l’articolo 22 del D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41. Due liste, non una. La prima dice chi ha il titolo; la seconda dice cosa è stato chiuso, e ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso.
Il blocco opera a livello di DNS e alcuni fornitori di accesso sono più lenti di altri a recepirlo. Un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, secondo quanto riporta la stampa di settore sul provvedimento del 24 settembre 2025, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta; specchi e cloni riappaiono nel giro di ore, ed è per questo che la parola giusta per descrivere il risultato è «oscurati» e non «chiusi». La lezione per il lettore è che la lista degli inibiti è uno strumento potente e mai definitivo, e che il criterio da usare resta positivo: parto dall’elenco dei concessionari e arrivo al sito, non dal risultato di ricerca e arrivo alla speranza.
Sul fronte di chi accetta giocate senza titolo, la legge italiana non è gentile. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, articolo 4, come ADM stessa ricorda il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e sanziona con ammenda e arresto fino a tre mesi anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non sono qui definiti. Per gli operatori, l’articolo 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero. È la regola lato giocatore, ed è ADM a formularla così: non è un avvertimento di cortesia.
Sul lato dei pagamenti il quadro è in movimento. L’articolo 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione; l’entrata in vigore non è confermata. I fornitori di accesso e i prestatori di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione.
Pubblicità, bonus e il silenzio sui codici
Il Decreto Dignità — articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla L. 96/2018 — è in vigore. ADM lo cita così: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. A vigilare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione.
Lo stato dell’applicazione è meno lineare di quanto la norma suggerisca. AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali pendono davanti alla Corte di giustizia europea, C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Un emendamento proposto da Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni, non è legge: il suo esito non è stato accertato e il divieto è in vigore alla data di verifica.
Per il lettore tutto questo ha una conseguenza immediata, che non ha niente a che vedere con le sponsorizzazioni. Se ogni forma di pubblicità al gioco è vietata e nessun sito serio mette la propria comunicazione promozionale in bella vista, allora le offerte che circolano sono quelle che il giocatore va a leggere nei termini dell’operatore, non quelle che gli arrivano addosso. E c’è un tipo di contenuto che questa pagina non porta: codici bonus, codici promo, codici sconto. Un codice è un modo di reclamare, non una qualità dell’offerta, e il lettore che vuole sapere quanto vale davvero un bonus non ha bisogno del token — ha bisogno di sapere quanto deve giocare per incassarlo. Il divieto pubblicitario non rende quel bonus illegale: ne separa l’esistenza dalla sua promozione, che è una distinzione noiosa e precisissima.
La tassazione: cosa paga il concessionario e cosa resta al giocatore
Sul fisco vale la pena essere lenti, perché è il punto in cui si accumulano più leggende.
Il concessionario paga l’imposta unica sulle scommesse a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato): 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza fra le puntate e le vincite, secondo la stampa di settore. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, prima ferme al 43 % e al 47 %; le scommesse su eventi simulati pagano 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.
Per il giocatore la sostanza è un’altra. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo grava sul concessionario: è quanto riporta la stampa di settore nel 2024 e nel 2026, «tassate alla fonte», con il giocatore che riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione giornalistica, non una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi la riga va chiusa come va chiusa: per il proprio caso, consultare un commercialista.
Il discorso cambia del tutto fuori dal perimetro regolato. L’Agenzia delle Entrate, con risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’articolo 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è qui definita. Andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Messe in fila, le due posizioni spiegano perché la scelta del sito sia prima di tutto una scelta amministrativa. Al concessionario il giocatore consegna un rapporto fiscale già chiuso. Al sito estero consegna un problema che si apre in primavera, quando arriva il modello.
Prevenzione: gli strumenti che proteggono davvero, e chi li ha
Se c’è un capitolo in cui la differenza fra regolato e non regolato smette di essere teorica, è questo. Non si tratta di raccomandazioni gentili sul gioco responsabile: si tratta di registri e di limiti che esistono solo dove esiste un concessionario.

Il RUA e l’autoesclusione
Il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, è stato istituito nel 2018 e blocca tutte le piattaforme online con concessione ADM e le sale sul territorio. Chi entra nel registro non può depositare, giocare o aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM, ma può prelevare il saldo prelevabile. Tre cose, in una frase: nessun deposito, nessuna giocata, nessuna nuova apertura, e il diritto di ritirare quel che c’è.
Le forme dell’autoesclusione sono più di una, e la scelta è del giocatore. Può essere trasversale, cioè rivolta a tutti i concessionari con il blocco di nuovi conti; può riguardare un singolo concessionario; può limitarsi a una singola categoria di gioco, come le scommesse a quota fissa. Esiste un caso in cui la distinzione conta più di tutti gli altri: un giocatore che ha un problema con il casinò e vuole continuare a scommettere sul calcio può escludersi dalla sola categoria che gli fa male. È la forma che il registro consente, ed è importante che il lettore sappia che è una sua decisione e non una configurazione decisa da altri.
Sulle durate la questione è cambiata di recente e vale la pena essere precisi, perché il passaggio è recente e le condizioni scritte sui siti non si sono ancora allineate tutte. Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Quello che conta è la regola che accompagna il tempo determinato: non si revoca prima della scadenza. Chi sceglie 270 giorni li fa tutti. Non è un modulo che si annulla con una telefonata, e non è pensato per esserlo.
La richiesta si presenta in due modi. Dal portale ADM con SPID, oppure direttamente a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto. Fuori dai canali c’è il numero verde nazionale 800 558822, che offre sostegno gratuito e anonimo a chi ha problemi con il gioco. Il concessionario registra l’autoesclusione nel RUA e da lì l’effetto si propaga a tutti gli altri.
Qui c’è il punto che nessuna classifica può ammorbidire. I siti senza concessione non sono collegati al RUA. Un giocatore autoescluso che apre un conto offshore non è protetto da niente: il registro non lo vede, il blocco non arriva, e la cosa che ha chiesto — un posto dove non poter giocare — semplicemente non esiste. L’autoesclusione è un servizio che si compra con la concessione, e chi gioca fuori dal perimetro regolato non ne ha nessuno.
Limiti, avvisi e il canale di contatto
L’articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 elenca gli strumenti che un concessionario deve mettere a disposizione: limiti di tempo, di spesa e di perdita decisi dal giocatore; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici sulla durata e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.
Il secondo punto merita attenzione perché rovescia l’idea comune che i limiti siano tutti una scelta del giocatore. I limiti di deposito hanno una doppia origine: una parte la sceglie chi apre il conto, una parte la fissa il concessionario, in base all’età e al comportamento, seguendo protocolli approvati dall’Agenzia. In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale al momento dell’iscrizione, con un abbassamento che ha effetto immediato e sette giorni di attesa per rialzare. Admiralbet chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con la stessa asimmetria: ridurre vale subito, aumentare no.
La regola dei sette giorni è la parte più intelligente dell’intero impianto e merita di essere letta per quello che è. Chi vuole giocare meno non aspetta; chi vuole giocare più aspetta una settimana. Sette giorni sono esattamente il tempo che serve a una decisione presa male di smontarsi da sola. La figura del limite di deposito che ADM fissa nella gara di concessione non è qui definita — il che lascia al giocatore l’unica parte della decisione che può controllare davvero, cioè il numero che digita in registrazione.
Sugli avvisi, gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia la scheda indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È lo stesso numero che compare sul portale ADM, e il fatto che sia lo stesso è una nota di coerenza più che di caso.
Il conto che paga il giocatore senza concessione
Vale la pena ricostruire per intero cosa perde chi gioca su una piattaforma senza concessione, perché la lista è più lunga di quella che si immagina. Perde il RUA: nessuna autoesclusione efficace, perché il registro non collega quel sito. Perde la vigilanza dell’Agenzia: nessuno controlla il palinsesto, i limiti, i protocolli, i tempi di pagamento. Perde gli strumenti obbligatori di limite e di avviso. Perde il foro italiano, perché una vertenza su un contratto estero si apre in un posto che il giocatore non ha scelto. Guada la possibilità di essere oscurato: il sito può sparire dal DNS, e con lui il saldo. E guadagna un’esposizione penale che la legge italiana formula chiaramente, con l’ammenda e l’arresto fino a tre mesi per chi partecipa a scommesse organizzate da operatori non concessionari.
Il confronto onesto è questo: una concessione ADM porta il RUA, la vigilanza dell’Agenzia, strumenti di limite obbligatori e un foro legale italiano; un marchio .com non autorizzato non porta niente di tutto ciò, è soggetto al blocco DNS ed espone il giocatore, come afferma ADM stessa, a una sanzione di natura penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono, compaiono nei risultati di ricerca con licenze estere, e quelle licenze in Italia non hanno alcun valore. Non c’è un marchio da fare come esempio in questa parte della pagina, e non è una dimenticanza: chi accetta giocate italiane senza titolo non merita di essere nominato in una guida che spiega come riconoscere chi lo ha.
I dieci operatori, uno per uno
Qui sotto ogni piattaforma va letta per quello che dichiara di essere. L’ordine è quello della panoramica, e ogni scheda si chiude con un giudizio: non su chi vincerà, che nessuno può saperlo, ma su cosa quell’operatore offre e a chi serve.
Planetwin365: il palinsesto più largo fra i primi nomi
La concessione è la n. 16007, intestata a Pwo S.p.a. La scheda dell’app descrive una copertura che parte dai principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — aggiunge le competizioni di club come Champions League, Europa League e Conference League, e arriva a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
La cosa da notare non è l’elenco in sé, ma la sua coda domestica. Serie C e Coppa Italia non sono il richiamo di una vetrina internazionale; sono il segno di un palinsesto costruito su chi guarda il calcio italiano ogni domenica, comprese le categorie che le app straniere non si sognano di coprire. Chi scommette sul campionato cadetto sa che questo è il punto: la differenza non si vede sulla Champions, si vede il sabato pomeriggio quando cerca una partita di Serie C. Lo svantaggio è simmetrico: un catalogo costruito sulla profondità per mercato tende a essere meno profondo sui mercati esotici, quelli che interessano a chi cerca l’evento strano.
Per chi cerca copertura ampia a livello di sport mantenendo il calcio italiano, questo è un punto di partenza solido. Per chi ragiona per singolo mercato specialistico conviene leggere il listino prima di decidere.
Eurobet: il palinsesto che esce dallo sport
Concessione n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale. La scheda dell’app Eurobet Sport descrive un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, come le elezioni.
Quella coda è la parte interessante, e va letta con cautela. Scacchi, reality e elezioni non sono sport, e non lo diventano perché qualcuno li mette in un listino; sono mercati su eventi in cui l’esito è verificabile, e come tali rientrano in un palinsesto autorizzato. Per un certo tipo di giocatore sono la ragione per aprire il conto; per la stragrande maggioranza sono rumore attorno ai mercati sul calcio. Il vantaggio reale di un catalogo così esteso è la copertura dei motori — Formula 1 e MotoGP accanto al ciclismo — che pochi bookmaker trattano con la stessa ampiezza. Il costo, se di costo si può parlare, è un’interfaccia in cui la cosa che si cerca è una fra molte.
È una piattaforma che serve bene chi ha interessi sparsi e non vuole cambiare operatore ogni volta che cambia sport. Chi gioca solo 1X2 di Serie A non guadagna nulla da questa ampiezza.
BetFlag: identificazione con SPID e CIE in primo piano
Concessione n. 16008, Betflag S.p.a. La pagina di apertura conto rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni.
Questo è il tipo di dettaglio che sembra burocratico e invece decide l’esperienza. Un operatore che mette SPID e CIE accanto al modulo tradizionale sta dicendo che il conto si apre in pochi minuti e che i prelievi non restano appesi a una validazione in sospeso; l’alternativa — caricare il documento a mano — funziona, ma è la strada che porta ai trenta giorni e alla sospensione se qualcosa va storto. In un confronto fra dieci concessionari, la facilità di identificazione è una differenza reale e non un dettaglio da scheda tecnica.
Sul resto del prodotto sportivo la scheda non aggiunge elementi, e non c’è motivo di inventarne: la solidità qui sta nella licenza e nella via d’accesso pulita. È una scelta ragionevole per chi apre il primo conto regolato e vuole farlo senza intoppi.
NetWin: un bonus reale, con un tetto basso e una condizione chiara
Concessione n. 16035, Netwin Italia S.p.a. L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €.
Analizziamo la parola «reale», che qui non è marketing ma una classificazione tecnica con conseguenze precise. Un bonus reale è denaro accreditato, non una freebet la cui puntata non torna con la vincita; la differenza si sente al momento dell’incasso. I limiti sono ugualmente netti: cinquanta euro di tetto, venti di deposito minimo, e la condizione del conto verificato, che riporta alla questione dei documenti e dei trenta giorni. Un bonus del 100 % che si ferma a 50 € è modesto come importo e onesto come struttura: non promette una cifra che poi il requisito di rigioco trasforma in lavoro.
Il punto di attenzione per chi lo prende è quello di ogni bonus: l’importo accreditato arriva con un requisito di giocata, e finché quel requisito non è soddisfatto il denaro non è prelevabile — è la regola generale che William Hill enuncia esplicitamente e che vale per il settore. Cinquantacinque euro di saldo non sono cinquanta euro in tasca, e chi apre il conto solo per il bonus lo scoprirà alla prima richiesta di prelievo.
William Hill: dieci euro subito, un tetto per scommessa e una condizione sul prelievo
Concessione n. 16044, William Hill Malta Plc. Il Benvenuto Sport accredita subito un bonus da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore.
Le due cifre raccontano una politica precisa: dieci euro per chi sceglie l’identificazione digitale, cinque per chi carica il documento, con una finestra di 96 ore per farlo. Non è una differenza di generosità, è un prezzo pagato per la velocità. Poi c’è il dato che nessuna comunicazione mette in evidenza: per le scommesse sportive l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa è di 100 €, e i bonus non sono subito prelevabili ma vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM. Il tetto dei 100 € riguarda quanto bonus si può mettere su una singola giocata, non quanto se ne può incassare: sono cose diverse e conviene non confonderle. La nota sul requisito di giocata è la più concreta dell’intera scheda, perché dice con chiarezza che l’accredito immediato non equivale a disponibilità immediata.
Su un bonus di dieci euro, un requisito di giocata ha un impatto piccolo in euro e grande in principio: è lì che si capisce che il bonus è credito di gioco e non denaro. Chi apre il conto per l’identificazione con SPID e usa la piattaforma per scommettere trova la meccanica trasparente, perché i termini sono scritti; chi lo apre solo per incassare dieci euro troverà che dieci euro non si incassano.
StarCasinò: il concessionario che viene dal casinò
Concessione n. 16026, Azzurri Limited. La scheda dell’app descrive la possibilità di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
Qui la struttura dell’offerta è dichiarata senza giri di parole: il casinò è il centro e lo sport è la sezione accanto. Non è un difetto, è una descrizione, e serve al lettore per collocare il prodotto. La concessione è la stessa società che gestisce Betsson — Azzurri Limited compare nelle righe di entrambi — il che rende le due piattaforme interessanti da confrontare per chi vuole capire quanto il gruppo differenzi i prodotti: stessa concessionaria, due siti, due anime commerciali.
Per chi cerca un bookmaker con cui scommettere ogni settimana sul calcio, questa non è la strada principale: la scheda non promette profondità di mercati o funzioni dedicate allo sport, ed è giusto non attribuirgliene. Per chi alterna slot e scommesse in un unico conto, invece, è esattamente quella cosa lì, e con il RUA a coprire tutto.
Goldbet: tutte le tipologie di schedina sull’app
Concessione n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy). L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.
L’elenco delle tipologie è la parte più utile della scheda, perché copre l’intera gamma che un giocatore italiano si aspetta: la singola, la multipla, il sistema e la schedina da vivere in diretta. Il sistema merita una nota, perché è la tipologia che molti operatori trattano con meno cura e che permette di combinare più selezioni con una tolleranza agli errori — un modo diverso di ragionare sulle multiple, non una scorciatoia per ridurre il rischio. Il collegamento fra download, registrazione e bonus è, invece, la parte da maneggiare con cura: un bonus di benvenuto è credito con requisiti, non un regalo, e il fatto che sia legato all’installazione dell’app non cambia la sua natura.
Un catalogo di tipologie completo serve chi costruisce schedine articolate. Chi gioca solo singole non ci guadagna nulla, e per lui la scelta si sposta altrove.
Betsson: niente fronzoli, molti mercati
Concessione n. 16027, Azzurri Limited. L’app offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.
Questa è la scheda più asciutta del gruppo e, per molti giocatori, la più leggibile: poche righe, tutti i mercati che una partita di calcio genera e li elencano per nome. 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo sono il vocabolario quotidiano di chi scommette sulla Serie A, e la menzione dei «migliaia di eventi» accanto ai mercati dice che la profondità sta sul numero di partite più che sulle tipologie esotiche. La quota combinata — la combo — è una funzione che merita di essere usata con cognizione: le quote delle selezioni si moltiplicano in un prezzo unico, il che rende il prezzo attraente e la probabilità di centrarlo nella stessa misura severa.
Condivide la concessionaria con StarCasinò, e le due piattaforme non potrebbero essere più diverse nel taglio: qui lo sport è il prodotto, non l’appendice. Chi vuole un bookmaker essenziale e ampio sull’offerta calcistica sta nel posto giusto.
SNAI: il cash out come funzione dichiarata
Concessione n. 16032, Snaitech Spa. L’app offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.
I mercati elencati sono quelli da scommessa di dettaglio: risultato esatto, tiri in porta, cartellini, rigori. Sono i mercati in cui il margine del bookmaker tende a pesare più che sul 1X2, perché il calcolo che li produce è più complesso e la concorrenza fra operatori meno feroce — è una considerazione sul prezzo, non sull’operatore, e vale per chiunque offra quegli stessi mercati. Il Cash Out è una funzione di tipo diverso: non cambia il numero di esiti da indovinare, cambia il momento della decisione, perché consente di uscire da una schedina ancora aperta incassando il valore che il mercato le attribuisce in quel momento. Chi la usa deve sapere che il prezzo di uscita è fissato dall’operatore e incorpora il suo margine; non è una porta di servizio, è un secondo mercato.
Per chi segue il calcio italiano con attenzione ai dettagli di partita — quanti tiri, quanti cartellini — è una scheda ricca. Il cash out, dal canto suo, è la funzione che serve a chi scommette d’istinto e cambia idea a metà partita.
Lottomatica: streaming e quote in tempo reale
Concessione n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy). L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.
Lo streaming è la funzione che cambia il modo di giocare più di quanto sembri. Chi vede la partita può valutare un mercato live con gli occhi invece che con i numeri, il che è un vantaggio reale e anche una trappola reale: la sensazione di sapere cosa sta succedendo produce giocate più frequenti, e ogni giocata in più paga il margine. La copertura dichiarata — Serie B accanto alla Premier League, i motori accanto al calcio — è quella di un palinsesto generalista costruito per il pubblico italiano.
Condivide la concessionaria con Goldbet, e le due piattaforme si differenziano su un punto misurabile: qui la scheda mette in primo piano lo streaming, là le tipologie di schedina. Chi costruisce le giocate a tavolino prima del fischio d’inizio troverà più utile la seconda; chi vuole guardare la partita dentro l’app di scommessa sa dove andare.
Domande frequenti
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si parte dall’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, cercando la riga con il numero dichiarato dall’operatore. Quel numero compare nei termini del conto di gioco, insieme alla società concessionaria e al dominio su cui il titolo è esercitato. Elenco ADM e termini dell’operatore devono raccontare la stessa storia.
Perché un bookmaker con concessione ADM usa un sito con dominio .it?
La concessione è rilasciata per sito, non per azienda. Il dominio nazionale è il luogo in cui il titolo viene esercitato, e ogni riga dell’elenco è legata a un sito .it. Una piattaforma che accetta giocatori italiani da un dominio estero sta operando fuori da questo legame, e nessuno degli obblighi che accompagnano una concessione vale per lei.
Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?
Il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018, copre tutte le piattaforme online con concessione ADM e le sale sul territorio. L’iscrizione blocca depositi, giocate e nuovi conti, lasciando libero il prelievo del saldo. La richiesta si presenta dal portale ADM con SPID o a un concessionario presso cui si ha un conto.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Il limite di deposito ha due origini. Una parte la sceglie il giocatore in registrazione, su base settimanale o mensile; una parte la fissa il concessionario secondo l’età e il comportamento, su protocolli approvati da ADM. Ridurre un limite ha effetto immediato, alzarlo richiede sette giorni di attesa.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Nessuna protezione dal RUA, nessuna vigilanza dell’Agenzia, nessun obbligo di limiti o avvisi, nessun foro italiano e la possibilità che il dominio venga oscurato a livello DNS. ADM ricorda che la legge 401/1989 sanziona con ammenda e arresto fino a tre mesi chi partecipa a scommesse di operatori non concessionari.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate: l’imposta unica grava sul concessionario, che versa il 24,5 % sulle scommesse raccolte a distanza sulla differenza fra puntate e vincite. Fuori dal perimetro regolato la posizione cambia, e conviene consultare un commercialista.
Licenza ADM e sicurezza – Sitidiscommesseit.com
Contenuto creato dal team «Sitidiscommesseit.com»
