Scommesse sportive sulle leghe nel 2026: chi ha la concessione e chi no
Un bookmaker che accetta scommesse sportive da un giocatore in Italia ha bisogno di una concessione ADM (ex AAMS) per il gioco a distanza, rilasciata per singolo sito e gestita su un dominio .it. Non esiste un altro test. Non conta la notorietà del marchio, non conta la quota più alta vista in una pubblicità, non conta la posizione in una classifica — e nemmeno, come si vedrà, il fatto di comparire nell’elenco degli autorizzati.

31 Ottobre 2026 — dati verificati sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli) e sulle condizioni contrattuali pubblicate dagli operatori.
Il selettore del tender di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’elenco letto il 25 ottobre 2026 ha 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un solo sito .it. Una società può tenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. La concessione è per sito, non per azienda. È il primo punto che sfugge a chi legge le classifiche online, e spiega perché il confronto che segue parla di siti e non di marchi.
Che cosa cambia, in pratica, tra le strade possibili
Il tema di questa pagina è la scelta: quali strade esistono davvero per chi vuole scommettere sul calcio delle leghe italiane e sulle competizioni internazionali, e a chi conviene ciascuna. Le strade sono tre, e non sono equivalenti.

La prima è un concessionario ADM. Comporta la vigilanza dell’Agenzia, l’iscrizione al RUA, gli strumenti di limite obbligatori, un foro italiano e — come riporta la stampa di settore nel 2024 e nel 2026 — vincite non tassate in capo al giocatore perché l’imposta grava sul concessionario. Il prezzo di questa strada è la rigidità: identità piena, limiti scelti in registrazione, palinsesto approvato evento per evento.
La seconda è un sito .com con licenza estera. Non ha alcun valore in Italia, non è collegato al RUA e, come scrive ADM citando la Legge 401/1989, anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. Non conviene a nessuno, e vale la pena dirlo una volta sola.
La terza è non scommettere, o scommettere meno. Sembra una battuta e non lo è: fra le tre, è l’unica che il banco non può battere.
Le prime due strade, quella legale e quella no, si distinguono con un controllo che chiunque può fare in due minuti. Le altre differenze — quote, mercati, strumenti — richiedono di leggere le condizioni di ciascun operatore, ed è quello che fa il resto della pagina.
Il calendario delle leghe e che cosa entra nel palinsesto
Il calendario di una lega non è una lista di partite che un operatore può prendere o lasciare. L’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il palinsesto come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipologie di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM, e una scommessa si può prendere solo su eventi che stanno dentro quel palinsesto approvato. ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore.
Questo spiega perché due concessionari possono avere palinsesti diversi pur operando sotto lo stesso regolatore. Non è arbitrio: è approvazione. E spiega anche perché a settembre, a inizio stagione, conviene guardare l’ampiezza della sezione calcio prima di aprire un conto, perché un palinsesto si allarga durante l’anno.
Sul calcio delle leghe minori le differenze tra operatori sono più marcate che sul massimo campionato. Serie A e Champions League stanno quasi ovunque; Serie C, i gironi e i playoff sono terreno dove l’offerta si assottiglia, e l’unico modo di saperlo è aprire il palinsesto e cercare la partita. Se una gara che vi interessa non c’è, non c’è: nessun regolatore obbliga un concessionario a quotarla.
Va aggiunto un pezzo che il linguaggio comune confonde. La corsa dei cavalli è due cose distinte nella legge: le scommesse su corse di cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’art. 6, comma 1, lett. a), e i giochi di ippica nazionale dell’art. 6, comma 1, lett. c) — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — che richiedono una concessione propria. Se un brand prenda online i totalizzatori dell’ippica nazionale è un punto che le condizioni pubblicate non chiariscono; chi ci tiene lo verifica nel palinsesto del sito, non in una recensione.
Gli eventi simulati sono un’altra categoria con una definizione precisa: l’art. 2, lett. v) chiama «scommesse su eventi simulati» quelle su eventi sportivi, di cavalli e altri, generati dal computer e mostrati in animazione o come evento reale preregistrato. Sono ammessi dentro una concessione per le scommesse sportive, e infatti le app degli operatori hanno una sezione Virtuali. Chi cerca il calcio vero non li confonda con il calcio.
Come si verifica in due minuti se un bookmaker ha la concessione
La verifica non passa da una recensione, da un banner o da un’app ben fatta. Passa da due elenchi pubblici: quello dei concessionari autorizzati al gioco a distanza tenuto da ADM, e quello dei siti inibiti, pubblicato da ADM e dalla Guardia di Finanza. Sono la stessa cosa vista da due lati, e insieme coprono l’intero mercato legale.
Il metodo pratico è questo. Si apre l’elenco ADM, si cerca il sito, si legge il codice e la società. Poi si scende in fondo alla home dell’operatore e si legge la riga che dichiara il numero di concessione e la ragione sociale: gli operatori sono tenuti a indicarli nelle proprie condizioni. Se il codice del sito e quello dell’elenco coincidono, la strada è quella legale. Se la società dichiarata è diversa dal marchio, non è un errore: Bwin è Eurobet Italia S.r.l., Lottomatica è Goldbet Better Organization Italy S.p.a., Betsson e StarCasinò fanno capo ad Azzurri Limited.
Un nome che non compare fra le 52 righe lette il 25 ottobre 2026 — e ce ne sono, eccome — non ha concessione italiana quel giorno. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet stanno fuori dall’elenco. Non è un giudizio sul loro prodotto: è un fatto sul loro rapporto con l’ordinamento italiano.
E poi il punto che vale per ognuna delle dieci schede che seguono. L’elenco non ha una colonna per i giochi, e un concessionario può detenere in qualunque combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo. Stare nell’elenco non dimostra da solo che quel sito offra scommesse sportive: lo dimostrano il sito e l’app dell’operatore. E una posizione in una classifica non è una concessione — vale anche per la classifica di questa pagina.
La normativa: dal D.Lgs. 41/2024 ai limiti che il giocatore si trova addosso
La cornice italiana è il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Il punto da capire è che le concessioni non sono licenze aperte: sono «concessioni» assegnate con gara pubblica. L’art. 6, comma 3 dà ai vincitori del tender la possibilità di gestire uno o più dei giochi elencati per un massimo di nove anni, senza rinnovo. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi ammessi a distanza: alla lett. a) le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, simulati compresi, e su corse di cavalli; alla lett. e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; poi pool, ippica nazionale, giochi di abilità e bingo.

I requisiti del bando includono una società di capitali con sede nello Spazio Economico Europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nel tender (art. 6, comma 5). Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata: art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3. È la ragione per cui un operatore non può decidere domani di cambiare le regole del gioco: non è una sua scelta contrattuale, è una clausola di gara.
Perché «ADM» e non più solo «AAMS»
Il mercato continua a dire AAMS; il regolatore oggi si chiama ADM, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e nella prima menzione conviene scriverlo «ADM (ex AAMS)», perché è così che un lettore lo ritrova sui siti. Non è una curiosità lessicale: chi cerca un elenco «AAMS» rischia di finire su una pagina vecchia, e le liste di siti autorizzati circolano in rete con anni di ritardo.
Il betting exchange è un gioco separato, non una variante
L’art. 6, comma 1, lett. e) e l’art. 2, lett. u) trattano lo scambio come gioco a sé: il giocatore può fare la punta o la banca e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. La documentazione di Betfair — descritto come il primo operatore del settore, con concessione 16028 — riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, fra cui una puntata minima back di 200 centesimi in passi da 50. Un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali brand gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è un punto che le condizioni pubblicate non coprono.
Gioco responsabile: gli strumenti che esistono e quelli che il giocatore deve attivare
L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 mette in fila gli strumenti che un concessionario deve offrire: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.
Il punto che questo elenco non dice, e che un lettore deve sapere, è che quasi tutti questi strumenti non si attivano da soli. I limiti di deposito li sceglie il giocatore in registrazione. Le pause le chiede il giocatore. ADM non entra nel conto e non abbassa il tetto per te.
Un secondo punto riguarda i minori: l’art. 3, comma 1, lett. a) mette la «tutela dei minori di età» fra i principi, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. BetFlag, per dirne uno, rimanda per l’apertura del conto alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni.
Identificarsi: conto di gioco, SPID e i trenta giorni che nessuno legge
Un conto di gioco richiede identificazione piena. Le strade sono due: il modulo con copia di un documento, oppure SPID — e Goldbet offre anche CIE tramite un fornitore SPID. Senza SPID, come dichiarano le pagine degli operatori, il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano. È il tipo di clausola che il giocatore scopre nel momento peggiore, cioè quando vuole ritirare: trenta giorni sembrano tanti finché non sono trascorsi.
Un foglio di concessione con il timbro, e che cosa ci sta scritto sopra
Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia l’app indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È il tipo di riga che sta in fondo a una schermata e vale più di molte pagine di marketing, perché è l’unico numero della app pensato per chi vuole smettere.
Il RUA: una decisione che vale su tutto il mercato autorizzato
Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca l’accesso a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e alle sale fisiche. Non è un blocco presso un operatore: è un blocco di sistema, ed è la differenza più concreta fra un concessionario ADM e qualunque alternativa estera. I siti senza concessione non sono collegati al RUA, quindi un giocatore autoescluso là non è protetto da nulla.
Sui tempi, i riferimenti si sono mossi. Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Una stampa di settore riferisce che le forme parziali di esclusione partono dalla stessa data. Chi si autoesclude per un mese e conta di tornare prima, legga il secondo periodo: la finestra si è allargata in entrambe le direzioni.
I limiti scelti in registrazione, e i sette giorni per alzarli
In registrazione Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Quel differenziale non è un cavillo tecnico: è l’unico strumento della pagina che protegge dal giocatore stesso, e funziona perché rende l’entusiasmo più lento della procedura.
Una nota di sistema: l’art. 15, comma 1, lett. b) rimanda a protocolli approvati da ADM e il tetto che ADM fissa nel bando non è un numero pubblico. Se leggete in giro cifre precise sui limiti «imposti» dall’Agenzia, chiedete la fonte. La pagina dell’elenco non è quella.
L’obbligo di informazione, che si paga con il 0,2 %
L’art. 15, comma 2 stabilisce che ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti — al massimo 1.000.000 € all’anno — in campagne informative o comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È un’obbligazione, non una buona volontà, e spiega perché certe pagine di gioco responsabile esistano anche su siti che non sembrano averne voglia.
Quanto costa scommettere: la quota e il margine che ci sta dentro
Una quota decimale, per chi non ci ha mai fatto caso, è una promessa di ritorno: la puntata moltiplicata per la quota, e il profitto netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Puntata 10 € a quota 1,85, vincita 18,50 €, profitto 8,50 €. Non c’è altro, e chiunque dica che c’è altro sta vendendo qualcosa.
Il numero che il giocatore non vede mai è il margine. Su un mercato a due esiti, entrambi a quota 1,90, la somma degli inversi delle quote è 1 diviso 1,90 più 1 diviso 1,90, cioè circa 1,0526. La quota di ritorno è l’inverso di quel valore, intorno al 95 %; il margine è quel che resta, all’incirca il 5 %. Su un mercato a tre esiti — il classico 1X2 — il conto è lo stesso metodo con una quota in più, e la quota di ritorno scende: più esiti, più margine. Su una combinazione di più partite le quote si moltiplicano e i margini si compongono, ed è per questo che la multipla lunga è il prodotto più generoso per il banco e meno generoso per chi lo gioca.
Il 5 % non è una legge di natura, è una condizione. Sui mercati principali di una partita di cartello il payout tende a essere più alto; su un mercato di nicchia — i cartellini, il minuto del primo gol, un girone di Serie C — scende. Fissate il margine di un 1X2 e non avete fissato quello di nessun altro mercato: sono prezzi diversi sullo stesso evento. Una forbice ragionevole per il mercato italiano sta fra il 4 e il 6 % sui mercati principali, e si allarga sopra il 7–8 % appena si esce dai sentieri battuti. Chi vuole una quota migliore non cambi operatore: cambi mercato.
Qui conviene una precisazione tecnica da non perdere. La quota che vedete è già al netto di tutto: sul giocatore non grava una commissione a parte, perché i costi dell’operatore sono dentro il prezzo. E almeno un pezzo di quel prezzo si legge nella legge. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025) è del 20,5 % se raccolta su rete fisica e del 24,5 % se raccolta a distanza, calcolata sulla differenza fra le puntate e le vincite: il numero è quello della stampa di settore, e il numero della legge di bilancio che l’ha riscritto non è confermato. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote, prima del 43 % e del 47 %; le giocate virtuali su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’incasso al netto delle vincite restituite. Una proposta del «Decreto Sport» per portare le prime due al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore.
Il lettore attento ha già visto la cosa importante: il 24,5 % cade sulla differenza fra puntate e vincite, cioè sul margine della gestione, non sull’incasso lordo. Un’aliquota che sembra enorme applicata a una base già piccola produce un numero più piccolo di quanto sembri, e questo è uno dei pochi casi in cui una percentuale alta è meno cattiva di come suona.
Il palinsesto approvato ha anche un effetto collaterale sul prezzo che vale la pena nominare: se ADM autorizza gli eventi uno per uno, un mercato che non esiste non è un mercato caro, è un mercato assente. La copertura, prima del margine, è una condizione di possibilità della scommessa.
Come si legge davvero una classifica: i criteri che separano dieci siti
Una classifica di bookmaker serve se dichiara su cosa è costruita. Questa ne usa cinque, e nessuno di essi è «quanto paga».
Il primo è la concessione con il numero e la società, letti sull’elenco ADM e sulla riga che l’operatore dichiara nelle proprie condizioni. Il secondo è il palinsesto: quali campionati, quante competizioni, se c’è la coda delle leghe minori. Il terzo è la struttura dei mercati: quante tipologie oltre all’1X2, se ci sono combo e mercati costruiti, se il cash out esiste. Il quarto è la profondità del live: eventi, streaming, ritardi — tenendo presente che le regole ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi non sono oggetto di una lista pubblica. Il quinto è l’area del conto: metodi di identificazione, strumenti di limite, tempi dei prelievi.
Due avvertenze sul metodo, perché una parte del settore le salta sempre. La prima è che le condizioni cambiano: un limite, un requisito di puntata o un orario di partenza delle corse virtuali sono clausole contrattuali, e si modificano con un aggiornamento. La seconda è che il confronto più onesto non è fra marchi ma fra siti, per la ragione detta in apertura: la concessione è per sito, e una società può gestirne tre con condizioni diverse.
La tabella dei dieci concessionari: numero, società e condizioni dichiarate
| Sito | Numero di concessione | Società concessionaria | Che cosa dicono le condizioni dell’operatore su questo tema |
|---|---|---|---|
| BetFlag | 16008 | Betflag S.p.a. | Apertura del conto anche con SPID e CIE; welcome bonus sport pari al 100 % del primo deposito, fino a 5.000 € |
| William Hill | 16044 | William Hill Malta Plc | Extra Bet Club: freebet da 5 € a settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, con multipla di almeno 20 €, almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0 |
| Betfair | 16028 | Betfair Italia S.r.l. | Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo; sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate |
| bet365 | 16030 | Hillside (New Media Malta) Plc | Pause, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per l’Italia il Telefono Verde 800 55 88 22 |
| Eurobet | 16012 | Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Palinsesto dal calcio a F1, MotoGP, volley, ciclismo, scacchi, fino a musica, cinema, tv e elezioni |
| AdmiralBet | 16048 | Admiral Bet S.r.l. | Limiti di ricarica, spesa e tempo da impostare in registrazione, giornalieri, settimanali e mensili; riduzione immediata, aumento dopo 7 giorni |
| StarCasinò | 16026 | Azzurri Limited | Scommesse sui principali eventi italiani e internazionali con varie tipologie, accanto a slot e Live Casinò |
| Lottomatica | 16010 | Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP; quote e risultati in tempo reale e streaming per il live |
| Sisal | 16020 | Sisal Italia S.p.a. | Oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, diretta streaming gratuita di calcio, volley, tennis e basket |
| NetWin | 16035 | Netwin Italia S.p.a. | Calcio, tennis, basket, automobilismo, volley, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports; centinaia di eventi virtuali |
La colonna che salta all’occhio è la seconda, e per una ragione che riguarda il lettore e non la tabella. Cinque società su dieci portano un nome diverso dal marchio: Azzurri Limited sta dietro StarCasinò, Goldbet Better Organization Italy dietro Lottomatica, Hillside (New Media Malta) dietro bet365, William Hill Malta dietro William Hill, Betfair Italia dietro Betfair. Non è una irregolarità — la concessione è della società, il marchio è del prodotto — ma è la ragione per cui una verifica fatta sul nome che si ricorda a memoria non trova niente. Si cerca il sito, non la squadra di calcio che lo sponsorizza.
La quarta colonna è la più disomogenea, e non per colpa di chi l’ha scritta. Le condizioni di un operatore parlano di bonus; quelle di un altro di strumenti di gioco responsabile; quelle di un terzo di palinsesto. Sono le cose che ciascun operatore sceglie di mettere in evidenza, e metterle nella stessa colonna serve a mostrare proprio questo: quanto sia difficile confrontare dieci siti su un asse solo. La colonna prezzi non c’è, e non per negligenza. Le quote cambiano di ora in ora e un numero fissato in una tabella invecchia prima che il lettore la finisca. Se vi serve un prezzo, apritelo sul sito, sul mercato che vi interessa.
Le dieci schede: chi ha la concessione, che cosa offre e a chi conviene
BetFlag — la strada più comoda per chi non ha voglia di caricare un documento
BetFlag ha concessione ADM n. 16008, società Betflag S.p.a., sito .it proprio. Il dettaglio pratico che la distingue sta nell’apertura del conto: il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Per chi ha lo SPID attivo e non vuole fotografare la carta d’identità, è la via più corta.
Sul lato promozionale, il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. È un bonus in denaro, non una freebet: la differenza conta e va letta bene. Un bonus accreditato su saldo si gioca come saldo; una freebet ha una vita più stretta e, di norma, la puntata non torna con la vincita. Chi legge «100 % fino a 5.000 €» e pensa a un regalo gratuito sbaglia di grosso: il deposito è il presupposto, e la cifra massima la raggiunge chi deposita 5.000 €. Quanti soldi propri servano davvero per sbloccare il massimo è la prima domanda da farsi.
Verdetto: è il sito che consiglio a chi apre il primo conto e vuole arrivarci senza attrito burocratico, accettando in cambio un’offerta il cui valore dipende interamente da quanto si è disposti a depositare.
William Hill — il club degli scommettitori da multipla
Concessione ADM n. 16044, William Hill Malta Plc, sito .it proprio. L’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0.
Fermiamoci sui requisiti, perché sono la parte interessante. Cinque eventi a quota totale 10.0 significano una multipla costruita, non una giocata distratta: la probabilità di centro crolla, e il valore della freebet settimanale — 5 €, fino a 100 € in stagione — va misurato contro una puntata da 20 € che si perde molto più spesso di quanto si vinca. È il tipo di promozione che premia chi gioca già così per abitudine e non costa quasi nulla a chi non lo fa. Il tetto di 100 € sull’intera stagione dice il resto: venti settimane di multipla azzeccata per arrivarci.
Verdetto: conviene a chi costruisce multiple lunghe per gusto, non a chi cerca un bonus da riscuotere. Per il secondo, il conto delle settimane non torna.
Betfair — l’unico exchange della lista, e non è una variante
Concessione ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e una sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.
Ma il motivo per cui questo sito è in lista è un altro, e sta nella legge prima che nell’app: l’art. 6, comma 1, lett. e) e l’art. 2, lett. u) del D.Lgs. 41/2024 trattano il betting exchange come gioco autonomo, in cui il giocatore può fare la punta o la banca e il concessionario si limita a mettere in contatto anonimo due soggetti. È una struttura che non assomiglia a quella di un bookmaker, e chi arriva pensando di trovare l’ennesimo 1X2 si trova davanti a un libro degli ordini. La documentazione di Betfair riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, fra cui una puntata minima back di 200 centesimi in passi da 50: una taglia minima che dice molto su quanto quel prodotto sia pensato per volumi diversi da quelli di una puntata da 2 €. Un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario. Quali altri brand gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è un punto che le condizioni pubblicate non coprono.
Verdetto: è un prodotto per una minoranza — chi vuole fare prezzo contro altri giocatori e accetta una meccanica meno intuitiva — e per tutti gli altri è il capitolo di questa pagina che si può saltare senza perdere niente.
bet365 — il gigante con il numero del Telefono Verde in evidenza
Concessione ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc. Il profilo è quello dell’operatore globale: si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e copre Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Sul prodotto, Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, pre evento e live. Nell’app ci sono decine di migliaia di mercati live, la Diretta TV con centinaia di migliaia di eventi ogni anno tra calcio, NBA e NFL, statistiche, notifiche personalizzate e Live Golf Tracker.
La scala è il suo argomento e anche il suo rischio. Il Bet Builder+ è un moltiplicatore di margine travestito da comodità: unire più mercati della stessa partita in una quota unica compone il margine dei singoli mercati, e come per la multipla il prezzo finale è meno generoso della somma delle sue parti. Comodo, sì. Conveniente è un’altra parola.
Gli strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Su un sito di questa dimensione la riga conta più del solito, perché il pubblico che attira è largo e non tutto esperto.
Verdetto: chi vuole la profondità di mercato e la diretta TV non trova di meglio nella lista; chi cerca un prezzo, provi prima altrove.
Eurobet — il palinsesto che nessun altro ha, fino alle elezioni
Concessione ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale. L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, con le elezioni.
È l’offerta più strana delle dieci, e non è una critica. Un concessionario può quotare ciò che ADM approva nel palinsesto, e il fatto che eventi non sportivi ci finiscano cambia la natura del sito: chi vuole scommettere sulla finale di un reality lo trova qui e probabilmente non altrove. Chi cerca il calcio delle leghe, invece, valuti il resto: la sezione live si raggiunge dall’icona Live e comprende calcio, tennis, basket e pallavolo. La sezione Virtual comprende partite di calcio simulate (Campionato, Big Match, Derby), corse di cavalli (Galoppo), corse di cani (Levrieri Reali) e Palline 2.0. Ai nuovi iscritti vanno promozioni di benvenuto chiamate Welcome Bonus per scommesse sportive e virtuali; l’assistenza clienti si raggiunge dall’app via chat o telefono, con le FAQ consultabili.
Verdetto: la sua ragione d’essere è l’ampiezza laterale, non il prezzo sui grandi campionati — e a un lettore che cerchi solo l’1X2 di Serie A questo palinsesto aggiunge rumore più che valore.
AdmiralBet — il sito che ti fa decidere i limiti prima di giocare
Concessione ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. AdmiralBet è la scheda in cui la parte normativa del gioco responsabile diventa un modulo di registrazione, e vale la pena guardarla da vicino perché è il momento in cui il lettore decide quanto può perdere.
In registrazione il sito chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. È lo stesso schema dell’art. 15, comma 1, lett. a) e b) del D.Lgs. 41/2024 — autolimiti su tempo, spesa e perdita e limiti sugli importi depositati, fissati dal concessionario secondo protocolli approvati da ADM — calato in una schermata. La scelta più importante della giornata si fa prima di sapere chi gioca in casa.
Il secondo tassello è l’autoesclusione: le condizioni prevedono 30, 60 o 90 giorni oppure il tempo indeterminato, con effetto su tutto il mercato legale italiano; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. E il terzo è il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi del 2018, che blocca ogni piattaforma autorizzata e le sale fisiche: un giocatore che si iscrive al registro non si limita a chiudere questo conto, si chiude fuori dal mercato legale. Su un sito come questo, che fa dei limiti la propria vetrina, la coerenza è il programma.
Verdetto: è la scheda da aprire se il problema non è trovare un mercato ma tenere il conto sotto controllo; per un giocatore che vuole soltanto confrontare prezzi, il record dei selettori di limite è più attrito che aiuto.
StarCasinò — scommesse accanto alle slot, e il tetto lo fa il giocatore
Concessione ADM n. 16026, Azzurri Limited. L’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
La precisazione che serve qui è quella che il nome del sito grida: è un prodotto casinò-first con un sportsbook dentro, e la concessione non lo dice da sola, perché la concessione è per sito e l’elenco ADM non ha una colonna per i giochi. Che questo sito offra scommesse sportive lo dice l’app, non la riga dell’elenco. Vale per ognuno dei dieci, ma su questo è particolarmente chiaro.
C’è poi un punto che riguarda specificamente chi arriva alle slot da un conto di scommesse. Il tetto di spesa non è imposto dal casinò: è il limite che il giocatore sceglie in registrazione e può abbassare subito o alzare solo dopo sette giorni. Il casinò è progettato per assorbire tempo, lo sport per assorbire attenzione; metterli nella stessa app rende il primo più facile da raggiungere, e la pagina iniziale non aiuta a ricordare quale dei due si era venuti a cercare.
Verdetto: chi apre un conto solo per le scommesse faccia il conto degli accessi, perché la vicinanza del casinò è la variabile che rende questo il sito meno indicato della lista per chi ha difficoltà con i limiti.
Lottomatica — il catalogo calcistico più riconoscibile
Concessione ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a., che è la stessa società dietro il marchio Goldbet. L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. I Virtuali comprendono calcio, corse di cavalli (trotto e galoppo) e corse di levrieri, con scommesse come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio.
Sulla carta è il catalogo che un lettore italiano riconosce senza pensarci: i nomi dei campionati sono quelli che si vedono in TV. La struttura societaria merita una riga perché spiega la domanda che molti si fanno leggendo l’elenco ADM: due marchi diversi, una società, concessioni separate per sito. Non è un doppione né un errore: è la forma normale del mercato dopo il riordino del 2024. Chi ha già un conto Goldbet apra comunque la verifica sul sito che intende usare, perché le condizioni sono quelle del sito e non quelle della società.
Verdetto: per chi cerca il calcio delle competizioni maggiori con l’occhio allo streaming, è la scelta più prevedibile in senso positivo; per chi cerca Serie C e gironi, questo catalogo non promette niente di diverso dagli altri.
Sisal — il numero più grande della lista
Concessione ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. L’app indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket.
Sono i numeri più alti delle dieci schede, e vanno letti per quello che sono: un conteggio di eventi, non una misura di prezzo. Mille eventi al giorno possono voler dire che la coda delle leghe minori c’è, e in questo l’offerta è difficile da battere. Tra le tipologie figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Il Virtual conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster.
Due cose da sapere. Il Cash Out non è un regalo: il prezzo di chiusura lo fa il bookmaker, e in un momento di partita tesa la tendenza è a pagare meno di quanto il mercato sottostante valga. E il bonus di benvenuto richiede un conto di gioco, la registrazione sul sito o dall’app e una prima ricarica; il credito accreditato si spende su tutti gli eventi in palinsesto.
Verdetto: la copertura è il suo argomento forte e chi cerca un evento minore difficilmente sbaglia qui; chi vuole una chiusura anticipata al prezzo giusto, invece, non troverà nel Cash Out quel che la pubblicità suggerisce.
NetWin — il posto giusto per chi gioca di giorno in giorno, virtuali compresi
Concessione ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. L’app NetWin propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score.
Una menzione a parte per i virtuali: centinaia di eventi con partenze ogni due minuti non sono una nicchia, sono un format pensato per riempire i tempi morti. Chi cerca scommesse da pausa pranzo o per tenersi occupato lo trova pronto; chi scommette una volta a settimana sulla partita che gli interessa non toccherà mai quella sezione. Gli esports, invece, sono un segnale di aggiornamento sul palinsesto: la copertura delle competizioni di videogiochi cambia da operatore a operatore, e averla significa che il catalogo è stato costruito guardando a un pubblico più giovane della media.
Sullo sport tradizionale il profilo è quello dell’operatore completo ma non specializzato: gli sport principali ci sono tutti, e per il calcio delle leghe italiane la profondità va verificata sul palinsesto giorno per giorno.
Verdetto: è la scelta di chi scommette spesso e in piccolo, su sport diversi, e apprezza i virtuali; chi cerca profondità sui mercati dei grandi campionati guardi le schede precedenti.
Bonus, freebet e ricariche: che cosa si porta a casa e che cosa costa
Le tre schede con un’offerta di benvenuto descritta in modo leggibile — BetFlag, William Hill, Sisal — mostrano tre tipi di prodotto diversi, e il tipo conta più dell’importo. BetFlag accredita il 100 % del primo deposito su saldo, fino a 5.000 €. William Hill distribuisce una freebet da 5 € a settimana, fino a 100 € in stagione, contro una multipla con requisiti precisi. Sisal richiede un conto, una registrazione e una prima ricarica, e il credito si spende su tutto il palinsesto. Eurobet parla di Welcome Bonus per scommesse sportive e virtuali senza dettagli; Goldbet ricorda che scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. Sono quattro forme diverse di una stessa leva, e una cosa va detta chiara: il bonus di benvenuto non è un regalo, è un prezzo pagato per farvi aprire un conto, e per incassarlo bisogna giocare.
Su questo l’ordinamento italiano è più leggero di quanto si creda. Il Decreto Dignità — art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018 — è in vigore, e ADM ne ha citato il testo il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus: non esiste un tetto statale agli importi né ai requisiti di puntata, e ogni numero viene dalle condizioni del singolo operatore.
L’AGCOM vigila sul divieto, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione. Nel 2025 non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale il minimo fisso di 50.000 €, e due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla notifica del divieto). Una proposta di modifica al bilancio 2026 — un emendamento di Forza Italia per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, sponsorizzazioni incluse — non risulta approvata: alla data di verifica il divieto è in vigore. Chi legge una notizia su sponsorizzazioni di nuovo legali, controlli la data.
I requisiti di puntata e la quota minima: dove il bonus si assottiglia
Un requisito di rigioco — nel gergo, requisito di puntata o di rigioco — è la condizione che trasforma una cifra in una cifra condizionata: il credito si preleva solo dopo aver puntato una somma multipla del bonus, e solo su giocate che rispettano una quota minima. Non esiste un livello statale, e non esiste nemmeno un livello unico nel mercato: le condizioni cambiano da operatore a operatore, e l’unico modo di sapere quanto vale davvero un bonus è leggere quei due numeri nelle condizioni.
Il costo è matematico e non si evita. Se il requisito impone di puntare molte volte l’importo del bonus su mercati con un margine del 5 %, il costo atteso della rigioca è la somma puntata moltiplicata per quel margine, e cresce con ogni passaggio in più. Un bonus soggetto a un requisito di puntata elevato può avere un valore atteso vicino a zero pur avendo un importo a sei cifre. È per questo che i requisiti contano più dell’annuncio.
Il vincolo di quota minima, in soldoni
La quota minima è il secondo filtro, e serve a impedire che il bonus si converta in un prelievo senza rischio. Per capire quanto pesa, si immagini un bonus da 100 € con requisito di puntata cinque volte il bonus: la somma da giocare è 500 €, e a puntate da 5 € servono 100 giocate. Solo le giocate pari o sopra la quota minima contano. A un margine del 5 %, il costo atteso della rigioca è 500 € per il 5 %, cioè 25 €. È una stima su molte giocate nelle ipotesi dette, non un risultato certo per la singola scommessa: chi chiude il ciclo in due puntate fortunate non paga venticinque euro, e chi lo chiude storto ne paga di più.
Lo stesso conto su un bonus da 100 € con requisito dieci volte il bonus e puntate da 5 € porta a giocare 1.000 € in 200 giocate, con un costo atteso di 50 € a margine del 5 %. Il bonus non è diventato cattivo: è diventato caro da incassare. È il motivo per cui la domanda giusta davanti a un’offerta non è «quanto vale», ma «quanto costa portarla via».
Punti vendita ricariche, contanti e il limite dei 100 € a settimana
L’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 disciplina i punti vendita ricariche: ADM tiene un registro dei punti — tabaccai, ricevitorie — che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare dopo l’identificazione, con gli strumenti già comunicati al concessionario oppure in contanti, fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né prelevare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € all’anno.
Il tetto dei 100 € settimanali in contanti è il numero che vale la pena ricordare: chi ricarica al tabaccaio lo fa in piccole somme, e chi vuole muovere cifre più grosse deve usare gli strumenti che ha già comunicato all’operatore. Fra i binari che le pagine di confronto mostrano sui concessionari ADM ci sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici (PayPal, Skrill, Neteller), Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney); la lista di ciascun operatore sta nelle sue condizioni. Sulle criptovalute presso un concessionario ADM la questione è aperta e non si conosce una norma che nomini binari approvati. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione: la sua entrata in vigore non è confermata.
Le vincite: chi paga l’imposta e che cosa cambia fuori dal mercato autorizzato
Il giocatore di un concessionario ADM non paga imposta sulle vincite e non le dichiara, perché il prelievo cade sul concessionario: è la ricostruzione della stampa di settore nel 2024 e nel 2026, non una pagina dell’amministrazione finanziaria, e su materia fiscale conviene consultare un commercialista. La logica è quella dell’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, che mette l’imposta unica in capo a chi organizza la raccolta.
Fuori dal mercato autorizzato la posizione si ribalta, e questo è il punto che il lettore deve portare a casa. L’Agenzia delle Entrate, con risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» (art. 67, comma 1, lett. d, TUIR), anche per siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 TUIR per l’intero importo percepito senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta, e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va letta come «andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale». Un sito che non trattiene non vi sta facendo un favore: vi sta lasciando il conto.
Riconoscere un sito non autorizzato, e perché conviene evitarlo
Il quadro è più semplice di quanto sembri. L’offerta di gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti la cui accessibilità è inibita, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso.
Il blocco funziona a livello DNS e non è istantaneo su tutti i gestori. Un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini — è il dato riportato dalla stampa di settore per l’ordinanza del 24 settembre 2025 — e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini ciascuno, con le copie che ricompaiono in poche ore. La parola esatta per il risultato è «oscurati». Un sito che si apre oggi può essere bloccato domani, e il mirror che lo sostituisce non è necessariamente la stessa cosa.
Poi c’è il lato del giocatore, che è il più duro. ADM, il 28 febbraio 2024, scrive: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». È la regola lato giocatore come la enuncia ADM; l’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro un giocatore non sono noti. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche se accettate all’estero.
Il confronto onesto, in una riga
Una concessione ADM porta il RUA, la vigilanza dell’Agenzia, strumenti di limite obbligatori e un foro italiano; un .com senza licenza italiana non porta nessuna di queste cose, è esposto al blocco DNS e, come afferma ADM stesso, espone il giocatore a una sanzione penale. I siti esteri che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nelle ricerche con licenze di altri Paesi, che in Italia non valgono nulla. La zona offshore va descritta per quello che è: non protetta.
Il vantaggio di prezzo che questi siti promettono va pesato contro quel che si lascia. Su un mercato con un margine fra il 4 e il 6 %, un’offerta leggermente migliore fuori dal sistema autorizzato non ripaga il rischio di un conto che può sparire, di un blocco che arriva e di una posizione fiscale che diventa un obbligo di dichiarazione.
Domande frequenti sulle scommesse sportive nei siti con concessione
Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?
Su quelli che stanno nel palinsesto approvato da ADM: l’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 lo definisce come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipologie di giocata predisposto dal concessionario e approvato dall’Agenzia. ADM autorizza gli eventi uno per uno. Quali sport e quali tipi di giocata contenga il palinsesto di un singolo operatore si vede sul suo sito.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si cerca il nome del sito nell’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, si legge il codice e la società, e si confronta con la riga che l’operatore dichiara nelle proprie condizioni. Le 52 righe lette il 25 ottobre 2026 hanno codici da 16000 a 16051. Attenzione: l’elenco non ha una colonna per i giochi.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
Il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota; il profitto netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Con 10 € a quota 1,85 il ritorno è 18,50 € e il profitto 8,50 €. In una multipla le quote delle singole giocate si moltiplicano in un prezzo unico, e il margine si compone con loro.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano gli inversi delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato, si prende l’inverso di quella somma e si ottiene la quota di ritorno; il margine è quel che resta. Su un esempio a due esiti a quota 1,90 ciascuno, la quota di ritorno è intorno al 95 % e il margine circa il 5 %. Più esiti, più margine.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Presso un concessionario ADM l’imposta unica grava sull’operatore, e il giocatore riceve la somma senza ritenuta e senza obbligo di dichiararla: è la ricostruzione della stampa di settore e su materia fiscale va consultato un commercialista. Fuori dal mercato autorizzato, secondo la risoluzione n. 141/E del 2010 dell’Agenzia delle Entrate, le vincite andrebbero dichiarate come redditi diversi.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Il giocatore sceglie un limite di deposito in registrazione, e l’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede autolimiti su tempo, spesa e perdita e limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario secondo protocolli approvati da ADM. Admiralbet chiede ricarica, spesa e tempo su base giornaliera, settimanale e mensile: un limite ridotto vale subito, uno aumentato dopo 7 giorni.
Quello che resta da fare, e chi decide
Dieci siti con concessione, dieci strade che si assomigliano nel permesso e differiscono nel prodotto. La scelta non si fa sul nome del marchio, si fa sui tre numeri che vi riguardano: quanto depositate, quanto giocate, quanto siete disposti a perdere. Chi deposita poco e gioca spesso troverà più utile un catalogo largo e una quota che non si stringe sui mercati minori; chi gioca una multipla a settimana guardi ai requisiti prima che al bonus; chi non ha mai controllato i propri limiti apra la scheda di AdmiralBet e imposti il tetto prima di guardare le quote.
Ma il primo passo non è nessuno dei tre. È aprire l’elenco di ADM e leggere due righe: il codice del sito e la società che lo gestisce. Chi non lo fa non sta confrontando bookmaker, sta confrontando pubblicità. E la pubblicità, per legge italiana, non può nemmeno dirvi su cosa state scommettendo.
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