Come capire se un sito di scommesse è affidabile: la concessione, il numero, il registro

Updated Ottobre 2026
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Aggiornato al 31 Ottobre 2026; titoli e numeri di concessione sono stati confrontati con l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM (ex AAMS).

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Un operatore autorizzato dichiara sempre il proprio titolo nei termini del conto di gioco, indicando l'ente regolatore e il numero di concessione associato al sito.

C’è una domanda che il mercato italiano fa più spesso di ogni altra, e la fa male: «questo sito è affidabile?». La risposta comoda — la reputazione, le recensioni, il numero di anni di attività, il sigillo colorato in fondo alla home — non prova niente. La risposta scomoda sta in un elenco pubblico, aggiornato, con cinquantadue righe e un codice numerico accanto a ciascuna. Chi cerca siti di scommesse affidabili in Italia non ha bisogno di un’altra classifica costruita sul sentito dire: ha bisogno di sapere dove guardare e cosa quel numero significa.

Il punto di partenza è che in Italia il gioco a distanza con vincite in denaro può essere offerto soltanto da chi ha una concessione dell’ADM. Non è una questione di immagine né di licenza estera esibita in piccolo nel footer: è la condizione perché l’offerta esista legalmente qui. E la concessione, come si vedrà, è rilasciata per sito, non per azienda — una distinzione che cambia il modo in cui si legge qualunque confronto.

Da qui l’angolo di questa pagina: non esiste un solo tipo di operatore affidabile, esistono percorsi diversi, e ognuno ha un prezzo. Chi sceglie un concessionario italiano compra il Registro Unico degli Autoesclusi, la vigilanza dell’Agenzia, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano. Chi sceglie un .com senza concessione compra l’esatto contrario, più il rischio di un reindirizzamento e, per come l’ADM stessa descrive la norma, un problema penale in capo a chi partecipa. Nessuno dei due percorsi è gratis. Il lavoro del lettore è capire quale gli serve.

La classifica dei dieci concessionari: chi è, con quale numero, e a cosa serve davvero

Cominciamo dal fondo della questione, perché è il punto in cui quasi tutte le guide sbagliano: la presenza in un confronto non è una concessione, e la concessione non è una classifica. Le dieci piattaforme raccolte qui sotto sono brand presenti nell’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, ciascuno con il proprio codice di concessione e la propria società titolare. L’ordine in cui compaiono è una scelta editoriale, non una graduatoria di qualità: nessun regolamento pubblica un punteggio, e nessun ente certifica «il migliore».

Il nodo sta nella struttura dell’elenco. La concessione è rilasciata per singolo sito, non per azienda, e la società concessionaria raramente porta il nome del brand. Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, per esempio, è titolare della concessione n. 16012 e gestisce Eurobet; Goldbet Better Organization Italy S.p.a., meglio nota come GBO Italy, è titolare della n. 16009 per Goldbet; Azzurri Limited compare come titolare sia di Betsson (n. 16027) sia di StarCasinò (n. 16026). Un lettore che cerca «chi c’è dietro questo sito» trova il nome della società nei termini del conto di gioco dell’operatore, non nel marchio che vede in pubblicità — sempre che di pubblicità si possa parlare, ma ci torneremo.

Due avvertenze che valgono più di qualunque colonna. Primo: l’elenco ADM non ha una colonna per i giochi. La concessione può coprire scommesse sportive a quota fissa, poker e giochi di abilità, giochi di casinò, betting exchange e bingo in qualunque combinazione, e un nome nell’elenco non dimostra da solo che quel sito offra un palinsesto sportivo: la prova sta nel sito e nell’app dell’operatore, dove il palinsesto compare o non compare. Secondo: l’elenco non esaurisce il mercato. Altri concessionari esistono oltre questi dieci, e un brand che non figura in questa pagina non è per questo privo di concessione.

Brand Concessione ADM e società titolare Cosa dicono i termini dell’operatore
Betsson n. 16027, Azzurri Limited, sito Betsson L’app Sportsbook & Casinò dichiara scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sito Eurobet L’app Eurobet Sport elenca calcio, tennis, basket, Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo e di politica
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited, sito StarCasinò L’app dichiara scommesse sui principali eventi italiani e internazionali, accanto a slot e Live Casinò
NetWin n. 16035, Netwin Italia S.p.a., sito NetWin Il Benvenuto Sport «Sport-50» è un bonus in denaro pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, per nuovi giocatori con conto verificato, deposito minimo 20 €
AdmiralBet n. 16048, Admiral Bet S.r.l., sito AdmiralBet I termini dichiarano la concessione per il gioco a distanza, il limite di ricarica scelto in registrazione e le durate di autoesclusione previste
William Hill n. 16044, William Hill Malta Plc, sito William Hill Il Benvenuto Sport accredita 10 € a chi si registra con SPID, oppure un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc, sito bet365 L’app si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e indica pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività e autoesclusione
SNAI n. 16032, Snaitech Spa, sito SNAI L’app offre singole, multiple e sistemi, con mercati su risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, più la funzione Cash Out
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l., sito Betfair L’app propone Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo a quote maggiorate
Goldbet n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sito Goldbet L’app permette schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport

La tabella si legge male se la si legge come una pagella. La colonna centrale contiene l’unica informazione che un lettore può verificare in autonomia in trenta secondi, e vale per questo più delle altre due messe insieme: il numero di concessione e la società che lo detiene. La colonna di destra, invece, mescola cose molto diverse — un bonus in denaro, una funzione di chiusura anticipata della schedina, un elenco di sport, un ruolo di partner commerciale di una competizione. Sono tutte informazioni utili, ma non sono la stessa informazione, e chi le accosta in un’unica colonna sta già raccontando una storia che i dati non sostengono.

C’è poi un dettaglio che sfugge quasi sempre. Quattro dei dieci brand — StarCasinò, NetWin, Goldbet, Betsson — hanno un’anima da casinò prima che da bookmaker, con il comparto sportivo costruito accanto. Non è un difetto né un sospetto: significa che il palinsesto, i mercati e persino la lingua dell’assistenza vanno guardati da vicino prima di considerarli equivalenti a un operatore nato sulle scommesse. Il marchio è lo stesso sull’elenco ADM; il prodotto no.

Cosa distingue un concessionario da un sito inibito

Il contrasto che conta è fra due mondi che si assomigliano nella grafica e non hanno nulla in comune nella sostanza. Uno è un concessionario: ha un codice, una società titolare, un sito .it, un conto di gioco identificato, strumenti di limite obbligatori e l’accesso al Registro Unico degli Autoesclusi. L’altro è un sito inibito, cioè un dominio che l’ADM, insieme alla Guardia di Finanza, ha inserito in un elenco pubblico perché operava senza titolo; quel dominio viene reindirizzato a una pagina di avviso.

Il metodo di verifica è lo stesso per entrambi e non richiede alcuna competenza tecnica: si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’Agenzia, e si controlla il numero che l’operatore stesso dichiara nei propri termini. Admiralbet, per esempio, scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di fornire il servizio tramite il proprio sito .it. Quel numero è la chiave: confrontato con la riga dell’elenco, dice in una riga sola tutto ciò che la reputazione dell’operatore non dice mai.

Un nome che ricorre spesso nelle ricerche degli italiani non compare, invece, fra le righe dell’elenco letto il 25 ottobre 2026: Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non sono fra i 52 siti autorizzati. Non è un’opinione né un giudizio sul loro servizio — è ciò che risulta dall’elenco pubblico alla data indicata. E qui va detto con la massima chiarezza perché la differenza pesa: un brand senza concessione in Italia non è meno sicuro perché «straniero», ma perché nessuna delle tutele costruite per il mercato italiano si applica a chi gioca lì. Non c’è RUA, non c’è vigilanza dell’Agenzia, non ci sono gli strumenti di limite previsti per i concessionari.

Il criterio che pesa più della reputazione

Fra tutti i criteri che si possono elencare in un confronto — qualità del palinsesto, quota, rapidità del prelievo, solidità dell’app — ce n’è uno che non è negoziabile e che rende gli altri secondari: la titolarità della concessione. La ragione è che tutti gli altri criteri presuppongono che il conto esista in un ordinamento in cui qualcuno risponde di ciò che accade. Senza concessione, la quota più alta del mercato è la quota più alta di nessuno.

Questo non vuol dire che un concessionario sia automaticamente buono. Vuol dire che la concessione è la condizione necessaria, e che chi la usa come criterio unico sta facendo un errore simmetrico a chi la ignora: sta leggendo il titolo e trascurando il prodotto. Un numero giusto su un palinsesto povero resta un palinsesto povero.

I fondamenti: concessione, sito .it e conto di gioco

Per capire come si costruisce l’affidabilità di un bookmaker in Italia bisogna partire da tre elementi che stanno a monte di qualunque offerta: chi rilascia il titolo, perché il sito ha un dominio nazionale, e cosa significa aprire un conto di gioco.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
L'autoesclusione può durare fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi.

Chi rilascia la concessione e con quale procedura

L’autorità è l’ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, scritta «ADM (ex AAMS)» quando si vuole ricordare che il mercato continua a dire «AAMS». Il quadro di riferimento è il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024.

Il punto che sfugge a chi immagina una licenza rilasciata a richiesta è questo: in Italia le concessioni sono concessioni, non licenze aperte. Si assegnano per gara pubblica. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza in regime di concessione, e la lettera a) mette al primo posto le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi — quelli simulati compresi — e su corse di cavalli. Seguono i totalizzatori sportivi e ippici, l’ippica nazionale, i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa, le scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange, e il bingo. Sono prodotti diversi, e una concessione può coprirne uno o più di uno: è esattamente il motivo per cui l’elenco dell’Agenzia non ha una colonna per i giochi.

La durata non è eterna. Ai sensi dell’art. 6, comma 3 i vincitori della gara possono gestire uno o più di quei giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Fra i requisiti richiesti c’è una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che l’ADM fissa nella gara stessa (art. 6, comma 5); le condizioni di concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3). La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, con il nuovo regime partito il 13 novembre 2025. L’elenco letto il 25 ottobre 2026 conta 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it.

Da qui una conseguenza che vale la pena enunciare con precisione, perché è il cuore di molte incomprensioni: la concessione è per sito, non per azienda. Una stessa società può detenerne diverse — Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale — e il fatto che una società abbia un titolo non trasferisce automaticamente quel titolo a ogni dominio che le appartiene o che le somiglia.

Perché un concessionario usa un sito .it

La domanda se la fanno in molti: se la concessione è italiana, che bisogno c’è di un dominio nazionale? La risposta utile non è tecnica ma pratica. Un concessionario italiano dichiara il proprio titolo nei termini del conto di gioco e indica il sito attraverso cui fornisce il servizio: Admiralbet scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 e di fornire il servizio tramite il proprio sito .it. Il dominio è la superficie su cui si applicano le regole italiane: la verifica dell’identità, i limiti scelti in registrazione, l’accesso al RUA, la giurisdizione del foro italiano.

Il .it è quindi un indizio, non una prova. Un dominio nazionale senza numero di concessione non vale niente, e un concessionario serio mette il numero dove il lettore lo trova senza scavare. Chi deve scrivere «siamo autorizzati» senza indicare da chi, con quale numero e per quale sito, ha già detto abbastanza.

Il conto di gioco e la scelta dell’identificazione

Aprire un conto di gioco non è come registrarsi a un servizio qualunque, perché il conto deve essere identificato. Gli operatori offrono ormai due strade, e la scelta fra le due è la prima decisione pratica di un lettore italiano.

La via classica passa dalla compilazione del modulo con il caricamento del documento: Admiralbet accetta fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png. La via digitale passa dall’identità federata: lo stesso operatore consente la registrazione con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente; BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e Goldbet offre la CIE attraverso un fornitore SPID. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni, e questo non è un avviso di cortesia: l’art. 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 mette la tutela dei minori fra i principi del settore, e le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco.

La differenza fra le due strade non è estetica. Chi sceglie SPID o CIE porta a termine l’identificazione in pochi minuti e sblocca subito prelievi e promozioni riservate ai conti verificati; chi compila il modulo classico resta in una fase di attesa. Le pagine degli operatori lo dicono in modo implicito ma chiaro: senza SPID il conto deve essere validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati. Trenta giorni sono un’eternità per chi ha già versato, e la scadenza arriva sempre nel momento meno opportuno — tipicamente quando si prova a incassare.

La normativa: cosa dice la legge italiana su chi può accettare una scommessa

Qui il tono cambia, e deve cambiare. Le regole che seguono non si commentano con ironia: si leggono come sono scritte, perché da esse dipende cosa può essere fatto valere nei confronti di un operatore.

Il palinsesto e ciò che si può giocare

L’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di scommessa predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM. La conseguenza è secca: si può scommettere soltanto su eventi che stanno nel palinsesto approvato. Non è il gestore a decidere cosa esiste; è l’Agenzia ad aggiungere gli eventi, uno per uno. Nel settembre 2026, per esempio, ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di scommessa stiano nel palinsesto di ciascun operatore è, per il lettore, una domanda a cui risponde il sito dell’operatore, non l’elenco dell’Agenzia.

Il betting exchange merita una riga a parte, perché è un prodotto che molti confondono con le scommesse ordinarie. L’art. 6, comma 1, lett. e) e l’art. 2, lett. u) lo ammettono come gioco separato: il giocatore può essere puntatore o bancatore e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair è descritta come contenente regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, mentre un articolo di settore del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, il prelievo ricadendo sul concessionario. Quali brand gestiscano oggi un exchange e quali siano le regole di commissione è, però, materia che va verificata caso per caso.

Altre due voci restano aperte, e conviene dirlo senza giri di parole. Le scommesse su eventi simulati — quelle definite dall’art. 2, lett. v) come eventi sportivi, ippici e di altro tipo riprodotti al computer tramite animazione o un evento reale preregistrato — sono ammesse dentro una concessione per le scommesse sportive, e i siti degli operatori portano una sezione «Virtuali»; se il palinsesto di un singolo brand comprenda gli esports, invece, non è dato sapere. L’ippica è due cose diverse nella legge: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a), mentre i «giochi di ippica nazionale» dell’art. 2, lett. h — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — richiedono una concessione propria, e se un brand raccolga online i totalizzatori di ippica nazionale è ugualmente da verificare.

Una nota che riguarda il gioco dal vivo. Le scommesse live sono offerte da tutti i grandi operatori, ma le regole dell’ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi non sono note, e nessun elenco dei mercati live è disponibile. Anche una decisione dirigenziale dell’ADM sulle scommesse e i minori esiste e richiama il DM 111/2006, ma il suo contenuto non è noto.

Il tetto alle puntate e l’unica barriera che conta davvero

Arriviamo al punto su cui circolano più leggende: esiste un tetto statutario in euro alle puntate sulle scommesse sportive? La risposta è che un tetto del genere non risulta. Gli strumenti vincolanti sono altri, e sono due: gli autolimiti del giocatore e il limite di deposito che il giocatore sceglie in fase di registrazione.

L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 elenca ciò che i concessionari devono mettere a disposizione: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Il comma 2 aggiunge il dovere informativo: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi indicati da una commissione governativa.

Non si conosce, invece, la cifra del limite di deposito che l’ADM fissa nella gara. È una lacuna che riguarda il lettore solo in parte, perché il limite che conta è quello che compare sulla sua schermata in registrazione.

La pubblicità vietata e il bonus che esiste lo stesso

Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore. L’ADM lo cita in un comunicato del 28 febbraio 2024: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet.

Sull’applicazione, i fatti sono questi. L’AGCOM vigila sul divieto, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Nel 2025 l’Autorità non ha rilevato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Un emendamento proposto da Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per rimuovere il divieto sull’indiretta, come le sponsorizzazioni, non è legge: al momento della verifica il divieto è in vigore.

Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza dei bonus, ed è qui che molte guide fanno confusione. Non si conosce alcun tetto statutario ai bonus né alcun tetto al requisito di giocata, quindi importi, rigioco e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore. William Hill precisa che per le scommesse sportive l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa è di 100 €, e che i bonus non sono immediatamente prelevabili ma vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM. Il «bonus di benvenuto» è il termine degli operatori, e resta ciò che è: un credito vincolato a condizioni.

La tassazione: chi paga, e chi non paga

Sul fisco le cose stanno diversamente da come le raccontano al bancone. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, prevista dall’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504 e modificata dalla legge di bilancio per il 2025 il cui numero non è confermato, è pari al 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e al 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza fra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, in precedenza 43 % e 47 %; le scommesse virtuali su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore.

Il punto è chi paga: l’imposta grava sul concessionario, non sul giocatore. La conseguenza pratica, riferita dalla stampa di settore nel 2024 e nel 2026, è che le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo è alla fonte. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: chi ha una posizione rilevante fa bene a consultare un commercialista prima di decidere.

Il quadro si ribalta per le vincite ottenute su siti senza concessione o esteri. L’Agenzia delle Entrate, con risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 del TUIR sull’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va intesa come «andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale».

Vale la pena fermarsi un istante su questo paradosso, perché è il più costoso che un lettore possa incontrare. Il sito che promette la quota più alta e nessuna ritenuta è anche quello che scarica sul giocatore l’intera partita fiscale, su un imponibile calcolato sull’intero importo ricevuto e senza deduzioni delle perdite. La «quota più alta» finisce per costare, in un anno, più di quanto abbia reso in un pomeriggio.

Cosa si perde in Italia senza concessione

Offrire gioco ai giocatori in Italia senza concessione è illegale, e le conseguenze sono distribuite su tre livelli.

Il primo riguarda la visibilità. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che l’ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, rediga la lista dei siti di offerta legale riferiti ai concessionari e quella dei siti inibiti, rendendole pubbliche sui siti istituzionali dell’Agenzia e della Guardia di Finanza. Gli internet service provider e i fornitori di pagamento che violano un ordine dell’ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione; l’Agenzia reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso. Il blocco opera a livello DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri; un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo la stampa di settore, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini a ogni giro, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati», non «chiusi».

Il secondo livello riguarda il giocatore, ed è quello che raramente viene detto. La legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, per come l’ADM stessa la riassume nel comunicato del 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e aggiunge che anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. È la regola dal lato del giocatore, così come l’Agenzia la enuncia. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non sono noti. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando sono accettate all’estero.

Il terzo livello è quello che il lettore sente sulla pelle anche senza mai incontrare un giudice. Un sito senza concessione non è connesso al RUA: un giocatore autoesclusosi è, lì, senza protezione alcuna. Non ci sono limiti di deposito obbligatori, non c’è vigilanza dell’Agenzia, non c’è un foro italiano davanti a cui far valere un credito. E per l’art. 22, comma 1 è previsto un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione; la sua entrata in vigore non è confermata.

La conclusione onesta del confronto è asimmetrica e va detta così: un sito con concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza dell’Agenzia, strumenti di limite obbligatori e una sede legale italiana. Un brand .com senza titolo non ne porta nessuno, è esposto al blocco DNS e, per come l’ADM enuncia la norma, espone il giocatore a una sanzione di natura penale. Chi sceglie il secondo percorso lo scelga sapendo cosa sta comprando, perché di sicuro non sta comprando leggerezza.

Prevenzione e tutela: limiti, autoesclusione e RUA

La parte che i concessionari pubblicizzano meno è, curiosamente, quella che li distingue di più dai concorrenti senza titolo. Vale la pena guardarla da vicino, anche perché è fatta di strumenti concreti e non di buone intenzioni.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
La richiesta di autoesclusione si fa dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto.

Il limite di deposito che si sceglie in registrazione

In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e il modo in cui quel limite si muove è la parte interessante. Le condizioni di Admiralbet chiedono di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato soltanto dopo 7 giorni.

Quei sette giorni sono un congegno di attrito, e funzionano esattamente perché sono fastidiosi. Chi vuole alzare il tetto nella notte sbagliata trova una porta chiusa e una settimana di tempo per ripensarci; chi vuole abbassarlo lo abbassa subito. La asimmetria non è un caso ma il progetto: un limite basso è una decisione che si prende in un istante, un limite alto richiede di aspettare. Chi apre il conto con un tetto provvisorio pensando di rialzarlo il giorno dopo scopre che il giorno dopo non esiste.

L’autoesclusione: come si chiede e quanto dura

L’autoesclusione è lo strumento più forte, e vale la pena spiegarlo senza scorciatoie perché se ne leggono versioni imprecise. Si può chiedere in forma trasversale, cioè verso tutti i concessionari con blocco dell’apertura di nuovi conti, oppure su un singolo concessionario o su una singola categoria di gioco, come le scommesse a quota fissa. La richiesta si presenta dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto.

La durata ha una storia in movimento. Le condizioni di Admiralbet prevedevano l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La pagina dell’ADM conferma il quadro: fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi; l’autoesclusione a tempo determinato non può essere revocata prima della scadenza.

La conseguenza pratica è quella che nessuno spiega al momento della firma. Durante l’autoesclusione registrata dal concessionario nel RUA non si possono fare depositi, giocate o aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM, ma si può prelevare il saldo prelevabile. Chi si esclude decide quindi due cose insieme: smettere di giocare e incassare ciò che ha. Non è una punizione mascherata, è un tetto all’irreversibilità.

Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, è stato istituito nel 2018 e copre ogni piattaforma online con concessione ADM e le sale sul territorio. È la ragione per cui l’autoesclusione ha senso solo dentro il perimetro legale: su un sito senza concessione quel registro non esiste, e un giocatore che si è escluso altrove lì non è escluso da nulla. Il numero verde nazionale 800 558822 offre sostegno gratuito e anonimo a chi ha problemi con il gioco, e per i residenti in Italia lo indica anche bet365 fra i propri strumenti di gioco responsabile, accanto a periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione.

Cosa fa un operatore quando il problema è il giocatore

Gli strumenti di un operatore si leggono meglio dal loro catalogo che dalla loro pubblicità. bet365 elenca periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, e indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo. Admiralbet costruisce l’intera architettura attorno alla registrazione: limiti su ricarica, spesa e tempo, su tre orizzonti temporali, con l’asimmetria dei sette giorni. Sono due modi di intendere la stessa cosa, e per un lettore che sa di avere un rapporto complicato con il gioco la differenza fra «posso mettere in pausa» e «posso darmi un tetto strutturale» non è accademica.

Il costo reale di un’offerta: margine e perdita attesa

Qui il discorso si fa aritmetico, ed è il passaggio che quasi nessuna guida fa, perché nessuno ha interesse a farlo. Prendiamo una settimana di gioco con un turnover di 100 € su un mercato a due esiti con quota 1,90 su entrambi i lati. È un esempio illustrativo, non una quota quotata: serve a mostrare come si comporta il margine del bookmaker.

Su un mercato a due esiti la quota di payout si ottiene sommando gli inversi delle quote di tutti gli esiti e dividendo uno per quella somma. Con 1,90 e 1,90, la somma degli inversi è 1/1,90 + 1/1,90, e il payout risulta di circa il 95 %. Il margine, che è il complemento a cento di quella quota, si attesta intorno al 5 % su quel singolo mercato: è la parte che il bookmaker trattiene su ogni unità puntata, non su ogni scommessa vinta, e non va confusa con una commissione applicata al deposito.

Se il giocatore rigioca l’intero turnover di 100 € su un mercato con quel margine, il costo atteso di quella settimana di attività si colloca intorno ai 5 €. Il numero non è una previsione sul singolo giocatore — è una media su molte ripetizioni dello stesso comportamento, ed è la ragione per cui un conto che sembra muoversi «in pari» tende a scendere. Nessuna offerta trasforma quel margine in zero; le promozioni lo spostano, lo restituiscono in parte sotto forma di credito vincolato, o lo mascherano con un requisito che riporta il giocatore allo stesso tavolo.

Qui il collegamento con il limite di deposito diventa esplicito. Se il tetto scelto in registrazione è di 100 € a settimana, e quei 100 € vengono rigiocati una volta su un mercato di quel tipo, la perdita attesa settimanale è dell’ordine di 5 €; ripetuta su una stagione, quella cifra smette di sembrare piccola. Il limite di deposito non fissa quanto si può perdere — non è una cifra persa, è un tetto ai versamenti — ma fissa quante volte al mese si può ricominciare. È un freno sul rifornimento, non sulla puntata, ed è il motivo per cui un tetto basso è lo strumento più efficace che un giocatore abbia a disposizione in registrazione.

I dieci operatori, uno per uno

Da qui in avanti la lettura cambia registro. Non ci sono più principi generali: ci sono dieci piattaforme con un numero di concessione, una società titolare, una manciata di fatti verificabili e un giudizio su chi ci sta dentro bene e chi no. L’ordine non è una classifica, e nessuna posizione è un premio.

Betsson: il pacchetto completo che non chiede niente di speciale

Betsson opera con la concessione n. 16027, il cui titolare è Azzurri Limited, sul proprio sito .it. L’app Sportsbook & Casinò dichiara scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati che vanno da 1X2, Under/Over e Goal/NoGoal fino ai marcatori e alle combo.

La lettura è quella di una piattaforma che copre tutto senza eccellere in nulla di dichiarato. Migliaia di eventi non è una cifra che si possa confrontare con qualcuno, perché nessun altro operatore della lista quantifica il proprio palinsesto nello stesso modo; quello che si può dire è che la gamma di mercati annunciata è quella di chi punta all’utente generico, non allo specialista di un singolo sport. La concessione è intestata ad Azzurri Limited, la stessa società che gestisce StarCasinò con la concessione n. 16026: chi cerca due prodotti diversi sotto due numeri diversi deve sapere che dietro c’è la stessa struttura.

Il pacchetto funziona per chi non ha un’esigenza particolare e vuole un bookmaker con mercati larghi e una app che regge il live. Chi cerca una nicchia — l’ippica, un mercato esotico, uno sport che gli altri non coprono — resterà probabilmente al punto di partenza, perché nulla nella descrizione dell’offerta suggerisce una specializzazione.

Eurobet: la profondità verticale come argomento

Eurobet è titolare della concessione n. 16012 tramite Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sul proprio sito .it. Il palinsesto dichiarato dall’app Eurobet Sport è la cosa più interessante della scheda: calcio, tennis e basket, ma anche Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, e poi eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, con le elezioni.

È un elenco che dice una strategia, e la strategia è la larghezza fuori dal calcio. Un bookmaker che apre mercati sulle elezioni e sui reality show sta scegliendo di essere il posto dove si trova qualunque cosa, anche la più strana, e di competere sulla copertura più che sulla quota. Per una fetta di pubblico italiana questa è la differenza fra trovare un mercato e non trovarlo.

La struttura societaria va letta con attenzione, perché la stessa Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it: tre domini, tre siti, un’unica società titolare, con numeri di concessione distinti. Chi confronta i tre marchi come se fossero tre concorrenti indipendenti sta confrontando tre porte della stessa casa. Per chi vuole giocare su eventi che gli altri non quotano, questo è il posto più probabile dove trovarli; per chi vuole la quota più aggressiva sul singolo mercato di calcio, l’ampiezza del catalogo non è di per sé una garanzia.

StarCasinò: il casinò che ha aggiunto lo sport

StarCasinò detiene la concessione n. 16026 con Azzurri Limited, sul proprio sito .it. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

Il brand dice cosa vuole essere già nel nome, e la nota sportiva arriva come completamento di un prodotto che nasce altrove. Questo non è un difetto di legalità — la concessione c’è, il numero c’è, il sito è italiano — ma è un’informazione utile sul prodotto: chi arriva da una piattaforma di casinò e vuole anche giocare una multipla sul campionato trova qui il tutto in un unico conto, mentre chi cerca un palinsesto sportivo profondo, con mercati secondari e statistiche, sta guardando una parte dell’offerta che non è quella su cui l’operatore costruisce la propria identità.

Il fatto che Azzurri Limited compaia anche dietro Betsson completa il quadro: due anime diverse — una più casinò, una più scommesse — sotto la stessa società concessionaria e due concessioni separate. Chi si trova bene con l’una non ha alcun motivo automatico per trovarsi bene con l’altra.

NetWin: un bonus in denaro con una soglia bassa

NetWin opera con la concessione n. 16035, titolare Netwin Italia S.p.a., sul proprio sito .it. L’offerta «Sport-50» è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €.

Il dettaglio da leggere con attenzione è il tipo di bonus: si tratta di un bonus in denaro, non di un free bet. La distinzione non è formale, perché un credito in denaro ha un rapporto diverso con il prelievo rispetto a una giocata gratuita il cui importo non viene restituito in caso di vincita. La seconda cosa da notare è la soglia: 20 € di deposito minimo e 50 € di massimo rendono questa offerta interessante per chi vuole provare senza impegnare molto, e poco rilevante per chi cerca un capitale di partenza consistente.

Il vincolo del conto verificato è quello che decide davvero l’esperienza. Chi sceglie l’identificazione digitale arriva al bonus in pochi minuti; chi carica i documenti con la procedura classica deve aspettare la validazione, e in quella finestra l’offerta resta a un passo. Per un giocatore attento alla spesa iniziale questa è una delle proposte più leggibili del gruppo; per chi cerca cifre importanti, i 50 € di tetto la rendono marginale.

AdmiralBet: la trasparenza del titolo e l’architettura dei limiti

AdmiralBet opera con la concessione n. 16048, titolare Admiral Bet S.r.l., sul proprio sito .it. È il brand che dichiara il proprio titolo nel modo più diretto fra quelli esaminati: scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di fornire il servizio tramite il proprio sito.

L’apertura del conto segue due strade. La registrazione classica richiede il caricamento di fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png; quella con SPID di livello 2 richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. La scelta fra le due non è solo di comodità: chi passa dall’identità digitale salta l’attesa della validazione, chi resta sul modulo classico deve chiudere la pratica entro i termini previsti.

Sul gioco responsabile la struttura è la più dettagliata del gruppo. In registrazione l’operatore chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con effetto immediato per un limite ridotto e sette giorni di attesa per uno aumentato. L’autoesclusione segue il calendario normativo: prima 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme autorizzate in Italia, e dal 1° febbraio 2026 una durata da 7 a 270 giorni o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Durante l’esclusione registrata nel RUA non si possono fare depositi, giocate o aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM, ma si può prelevare il saldo prelevabile.

Chi apre qui un conto lo fa sapendo esattamente cosa sta comprando: un operatore che mette il numero di concessione in chiaro e che ha costruito la registrazione attorno ai tetti. Il rovescio è che la stessa architettura non si può aggirare — e chi è abituato a depositare senza pensarci lo troverà, la prima volta, seccante.

William Hill: il bonus legato all’identità digitale

William Hill opera con la concessione n. 16044, titolare William Hill Malta Plc, sul proprio sito .it. Il Benvenuto Sport ha una meccanica che vale la pena leggere con calma: accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore.

Due cifre diverse per due percorsi di identificazione, con la più alta riservata a chi arriva con l’identità digitale: è una scelta che dice molto su come l’operatore prezza il proprio rischio. Un conto identificato via SPID è già validato, un conto aperto con documenti caricati no, e la differenza vale 5 € di credito e fino a 96 ore di attesa.

Sui bonus in generale il brand aggiunge un dettaglio tecnico che conviene tenere a mente: per le scommesse sportive l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa è di 100 €, e i bonus non sono immediatamente prelevabili ma vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM. È la frase che smonta definitivamente l’idea di un bonus come denaro: c’è un tetto per singola giocata e c’è un requisito da soddisfare, e fino a quando il requisito non è soddisfatto il credito è una promessa. Chi apre il conto pensando di incassare subito i 10 € resterà sorpreso; chi li legge come un piccolo anticipo su un ciclo di giocate obbligate non avrà sorprese.

bet365: il partner globale con gli strumenti in chiaro

bet365 detiene la concessione n. 16030, titolare Hillside (New Media Malta) Plc, sul proprio sito .it. Il brand si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e copre Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, sia pre evento sia live.

Il titolo di partner globale di una competizione europea è materiale di marketing, e va letto come tale: non dice nulla sulla quota che il giocatore italiano troverà sul mercato di una partita di Serie A, e non è un criterio di confronto con gli altri nove. Quello che dice è che l’operatore investe sulla visibilità delle competizioni internazionali, e che la copertura dei grandi eventi è una parte centrale del prodotto.

La parte più concreta della scheda riguarda il gioco responsabile: periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, con l’indicazione del Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 per i residenti in Italia e una presenza ampia su mercati non calcistici come freccette, boxe e ippica, che pochi altri coprono con questa regolarità. Chi cerca un bookmaker per gli eventi che non finiscono sui giornali — una serata di freccette, un incontro di boxe minore — trova qui un catalogo che gli altri dieci non hanno. Chi cerca la quota più alta sul derby di Milano troverà solo una quota come tutte le altre.

SNAI: il Cash Out e i mercati granulari

SNAI opera con la concessione n. 16032, titolare Snaitech Spa, sul proprio sito .it. L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.

Il Cash Out è la voce che merita attenzione, perché è l’unico strumento della lista che incide sul rischio e non solo sulla scelta. Chiudere una schedina prima della fine significa accettare una quota che l’operatore propone, e quella quota incorpora il margine due volte: su quanto si è già giocato e su quanto resta da giocare. Il Cash Out non è un bottone che salva, è un secondo mercato — e chi lo usa ogni volta paga quel secondo margine ogni volta.

Sul resto, SNAI costruisce l’offerta sulla granularità: tiri in porta, cartellini, rigori sono mercati per chi vuole scommettere su un aspetto della partita invece che sul risultato. È una specializzazione ragionevole e riconoscibile, e per chi puntualizza su singoli aspetti del gioco è più utile di un catalogo generico. Per chi non ha mai usato un mercato secondario, la presenza di tante voci può essere solo rumore.

Betfair: l’exchange accanto alle scommesse

Betfair opera con la concessione n. 16028, titolare Betfair Italia S.r.l., sul proprio sito .it. L’app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo dedicata a combo e mercati unici a quote maggiorate.

Il marchio è quello storicamente legato al betting exchange, il gioco ammesso separatamente dall’art. 6, comma 1, lett. e) e definito dall’art. 2, lett. u) del D.Lgs. 41/2024: lì il giocatore può essere puntatore o bancatore e il concessionario si limita a mettere in contatto anonimo le due parti. La documentazione dell’operatore è descritta come contenente regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, fra cui una puntata minima di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di settore del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, il prelievo ricadendo sul concessionario.

Vale la pena spiegare perché l’exchange è un prodotto diverso e non una variante. Sul mercato tradizionale si gioca contro il bookmaker e si paga il suo margine; sull’exchange si gioca contro un altro giocatore e si paga una commissione, e il margine incorporato nella quota tende a sparire. Le due cose non sono intercambiabili, e un lettore che non ha mai fatto la seconda parte del gioco — il bancare, cioè accettare una scommessa invece di farla — troverà la sezione meno intuitiva del sito. La Supercombo a quote maggiorate resta invece un prodotto ordinario, e come ogni quota «maggiorata» va confrontata con quella che sta accanto.

Goldbet: le schedine classiche e la CIE

Goldbet opera con la concessione n. 16009, titolare Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sul proprio sito .it. L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. L’operatore rientra fra quelli che offrono la CIE per l’identificazione attraverso un fornitore SPID.

La scheda descrive un bookmaker che parla la lingua del giocatore italiano tradizionale: singola, multipla, sistema, live, pre-match. Non c’è una specializzazione dichiarata e non c’è una nicchia; c’è il prodotto standard fatto bene e un’app che copre tutti i campionati di calcio. Per una parte consistente del pubblico italiano questa è esattamente la cosa giusta, perché la multipla della domenica non richiede mercati esotici.

Un dettaglio strutturale da tenere presente: GBO Italy è la società titolare, e GoldBet Better Organization Italy è il nome che compare nei documenti. Chi cerca il soggetto giuridico con cui sta contrattando lo trova lì, non nel marchio. Chi vuole un’app immediata e le schedine di sempre si troverà a casa; chi cerca uno strumento di analisi o mercati di nicchia guardi altrove.

Domande frequenti

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM sul proprio sito istituzionale e si confronta la riga con il numero che l’operatore dichiara nei termini del conto di gioco. Admiralbet, per esempio, indica la concessione n. 16048. Un nome in un confronto non è una concessione, e l’elenco non riporta i giochi autorizzati.

Perché un bookmaker con concessione ADM usa un sito con dominio .it?

La concessione è rilasciata per singolo sito, e l’operatore dichiara nei termini attraverso quale sito fornisce il servizio: il dominio nazionale è la superficie su cui si applicano le regole italiane, dall’identificazione del conto al RUA fino al foro competente. Un dominio .it senza un numero di concessione verificabile non prova però nulla.

Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?

Il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018, copre ogni piattaforma online con concessione ADM e le sale sul territorio. La richiesta si presenta dal portale ADM con SPID o a un concessionario; la durata va da 7 a 270 giorni o è indeterminata, con revoca possibile dopo almeno nove mesi. Durante l’esclusione si può prelevare il saldo.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione il giocatore sceglie un tetto settimanale o mensile, che può essere articolato anche su ricarica, spesa e tempo di gioco. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo sette giorni. Il tetto riguarda gli importi versati, non la singola puntata: limita quante volte si può ricominciare.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

Nessuna connessione al RUA, quindi nessuna protezione per chi si è autoescluso altrove; nessuna vigilanza dell’ADM e nessun foro italiano. Il dominio è esposto al blocco DNS e, per come l’ADM enuncia la legge 401/1989, art. 4, anche il partecipante a scommesse di operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Presso un concessionario ADM l’imposta unica — 20,5 % sulla rete fisica e 24,5 % a distanza, calcolata sulla differenza fra puntate e vincite — grava sull’operatore, e le vincite sono descritte come tassate alla fonte, con il giocatore che non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa: per i casi rilevanti conviene consultare un commercialista.

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