Non AAMS in Italia 2026: che cos'è davvero un sito di scommesse senza concessione

Updated Ottobre 2026
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31 Ottobre 2026 — dati verificati contro l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza e l’elenco dei siti inibiti pubblicati da ADM.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
L'inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull'articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126.

Chi cerca «non AAMS» cerca quasi sempre una cosa sola: un bookmaker che non chieda il documento, non blocchi il conto, non si porti via i soldi. Il ragionamento ha una sua logica interna e un difetto che si vede subito. Fuori dal sistema delle concessioni italiane non esiste un mercato parallelo con regole proprie: esiste un vuoto, e riempirlo di soldi significa girare denaro a un soggetto che in Italia non risponde a nessuno. Chi vuole capire dove porta quella scelta, e chi ci sta comodo dentro e chi no, deve partire dalla meccanica, non dagli slogan.

La parola chiave è vecchia e continua a circolare: la gente dice ancora «AAMS», ma l’agenzia che rilascia le concessioni e vigila sul settore si chiama oggi ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ex AAMS). Chi scrive «non AAMS scommesse» intende in realtà «non ADM», cioè senza concessione italiana. Le due cose coincidono. Il mercato autorizzato italiano, al momento della verifica, conta 52 concessioni attive.

C’è un punto che questa pagina non aggira: il confronto tra operatori riguarda dieci bookmaker con concessione ADM. Non un solo brand senza licenza compare qui, e la ragione è duplice — nominarli sarebbe pubblicità a un’offerta illegale in Italia, e descrivere i loro metodi di deposito o i loro bonus sarebbe fornire istruzioni per un percorso che espone chi lo imbocca a un illecito. Chi cerca un nome lo troverà altrove. Qui trova il criterio per giudicarlo da solo.

La classifica dei migliori bookmaker con concessione ADM

Un chiarimento sul titolo di questa sezione, perché «classifica» è la parola che i siti di comparazione usano per cose molto diverse. Qui non c’è una graduatoria assoluta: c’è un elenco di dieci concessionari, ordinato secondo il criterio che questa pagina dichiara apertamente — la ricchezza e la varietà dell’offerta sportiva che ciascuno descrive nelle proprie condizioni e nelle proprie app. Un bookmaker con un palinsesto sterminato non è «migliore» di uno con un palinsesto normale. È più adatto a chi cerca un certo tipo di mercato. La scelta è del lettore, e i dati sono questi.

La prima cosa da guardare in un bookmaker non è il bonus, è il pulsante che serve a scommettere. Chi ha davanti un sito con concessione ADM lo trova funzionante, con un conto di gioco identificato, un limite di deposito già scelto in registrazione e un numero di concessione scritto nelle condizioni. Chi ha davanti un sito estero trova spesso tutto questo assente e una cronologia di blocco alle spalle. La differenza non è di stile. È di architettura.

Criteri di valutazione: cosa distingue un bookmaker autorizzato da un sito estero

I criteri che contano sono pochi e nessuno è negoziabile. Il numero di concessione e la società concessionaria, perché la concessione è rilasciata per sito e non per azienda, e il nome commerciale quasi mai coincide con la ragione sociale. Il catalogo dei mercati realmente disponibile, perché una posizione nell’elenco delle concessioni non dice nulla su quali giochi quel concessionario sia autorizzato a raccogliere: l’elenco non ha una colonna «sport». Gli strumenti di tutela, a partire dal limite di deposito fissato alla registrazione. E l’identificazione richiesta, che in Italia passa per il conto di gioco intestato e verificato.

Il punto che sfugge quasi sempre è il secondo. Un concessionario può detenere il diritto alle scommesse sportive, al poker, ai giochi di abilità, ai giochi di casinò, al betting exchange e al bingo in qualunque combinazione. Trovare un nome nell’elenco di ADM dimostra che quel soggetto ha una concessione, non che offra scommesse sportive. Se l’offerta di scommesse esista davvero lo dice il sito o l’app dell’operatore, con il suo palinsesto. Una pagina di comparazione non è una concessione, e una concessione non è un palinsesto.

Su questo criterio si capisce anche perché i dieci operatori di questa pagina siano tutti concessionari. Non è un timbro di qualità, è il prerequisito minimo perché una recensione abbia senso. Recensire un bookmaker che dal punto di vista italiano non esiste significa descrivere un prodotto che un lettore non può far valere davanti a nessuno.

Brand Numero di concessione ADM e concessionario Cosa dicono le condizioni dell’operatore
StarCasinò 16026, Azzurri Limited App di scommesse sportive su eventi italiani e internazionali accanto a slot e Live Casinò
Sisal 16020, Sisal Italia S.p.a. Oltre 1.000 eventi al giorno, più di 15.000 eventi live e streaming gratuito di calcio, volley, tennis e basket
Betsson 16027, Azzurri Limited Pre-match e live su migliaia di eventi, con 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
SNAI 16032, Snaitech Spa Singole, multiple e sistemi, risultato esatto, tiri in porta, cartellini, rigori e Cash Out
Eurobet 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Dal calcio e dal tennis fino a Formula 1, MotoGP, volley, golf, scacchi, spettacolo e politica
bet365 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Pre-evento e live su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf, tennis; partner globale UEFA Champions League
Goldbet 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e altri sport
Planetwin365 16007, Pwo S.p.a. Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga, più di 20 tipi di sport con risultati in diretta
AdmiralBet 16048, Admiral Bet S.r.l. Registrazione classica con documento o SPID di livello 2, con limiti di ricarica, spesa e tempo già in apertura
BetFlag 16008, Betflag S.p.a. Apertura conto anche con SPID e CIE accanto alla registrazione tradizionale

Due righe della tabella meritano una lettura lenta, perché dicono più di quanto sembri. La prima riguarda la colonna delle concessioni. Azzurri Limited compare due volte, su StarCasinò e su Betsson. Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, oltre a Eurobet, gestisce anche Bwin e Giocodigitale, che questa pagina non recensisce. Una società, più siti, un numero di concessione per ciascuno: la concessione è legata al sito, non all’azienda, e questo spiega perché una lista di brand non è una lista di concessionari. Chi verifica un bookmaker deve cercare il numero e la ragione sociale nelle sue condizioni, non il logo.

La seconda riguarda la colonna dei contenuti. AdmiralBet è l’unico dei dieci che alla registrazione chiede esplicitamente di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Sembra un dettaglio da modulo, ed è invece la differenza tra un conto che si controlla da solo e un conto che si controlla a mano. Se il lettore da questa tabella porta via una sola riga, che sia questa.

Sul resto conviene essere chiari. Le condizioni di questi dieci operatori dicono molte cose su palinsesti e app, e quasi niente su bonus di benvenuto, requisiti di puntata o quote minime. Non è un caso: il Decreto Dignità vieta qualsiasi forma di pubblicità ai giochi e alle scommesse con vincite in denaro, e i termini di un bonus sono uno strumento pubblicitario. La conseguenza pratica per il lettore è che il dettaglio dell’offerta va letto nelle condizioni del singolo operatore prima di depositare, perché è là che sta e là resta.

Fondamenti: come funziona l’offerta senza concessione

Cosa significa «non AAMS» oggi, e perché la parola resta

Un bookmaker che serve giocatori italiani ha bisogno di una concessione ADM per il gioco a distanza, rilasciata per sito e gestita su un proprio dominio .it. Questo è tutto. Non esiste una categoria intermedia, un regime di tolleranza o un’area grigia regolamentata: o il sito ha una concessione e sta nell’elenco di ADM, o non ce l’ha e sta fuori. Chi si presenta con una licenza di Curaçao, di Malta o di Anjouan non ha alcun titolo per operare in Italia, e la licenza che esibisce non produce effetti nel nostro ordinamento.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Dall'aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a una pagina di avviso di ADM al posto dell'indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione.

La parola «AAMS» è rimasta nell’uso perché l’Azienda Autonoma dei Monopoli di Stato è l’antenata dell’agenzia attuale, e il cambio di nome non ha cambiato la sostanza del controllo. Chi oggi scrive «siti non AAMS» descrive la stessa cosa di dieci anni fa: operatori privi del titolo italiano, raggiungibili da un browser italiano, spesso con un’interfaccia tradotta e un dominio che cambia ogni pochi mesi.

Vale la pena fermarsi su un fraintendimento diffuso, perché costa soldi a chi lo fa proprio. Sulle pagine di comparazione internazionali circolano elenchi di «siti non AAMS affidabili», con tanto di valutazioni e di punteggi. Una valutazione, per quanto dettagliata, non è un titolo giuridico. Il giudizio che conta — chi può raccogliere scommesse in Italia, chi risponde a un reclamo, chi tiene un conto di gioco conforme — si legge in un solo posto, cioè nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza che ADM pubblica.

Il palinsesto e il conto di gioco: cosa cambia dal lato del giocatore

Il palinsesto è il programma degli eventi e delle tipologie di scommessa preparato dal concessionario e approvato da ADM, e si può scommettere soltanto su eventi che stanno dentro quel programma approvato. La definizione sta nell’articolo 2, lett. s) del decreto di riordino del 2024, e ha una conseguenza che il giocatore sente: l’aggiunta di un evento o di un torneo passa da un’autorizzazione. Quando a settembre 2026 è stata ammessa la Setka Cup con bet365 come primo partner, la notizia è circolata sulla stampa specializzata proprio perché quei passaggi non sono automatici.

Il cosiddetto «Virtuali» è un’altra cosa ancora, e la legge lo chiama «scommesse su eventi simulati»: eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati al computer e mostrati con un’animazione o con un evento reale preregistrato. Sta dentro la concessione per le scommesse sportive, e nelle piattaforme lo si trova come sezione a sé. Chi guarda un palinsesto italiano trova quindi tre famiglie di prodotto — scommesse a quota fissa su eventi reali, eventi simulati, e l’ippica, che nella legge è spezzata in due istituti diversi: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, e i giochi di ippica nazionale, tipo vincente, accoppiata, tris, quarté e quinté, che richiedono una concessione propria.

Sul conto di gioco il meccanismo è quello che separa davvero un’esperienza dall’altra. In Italia il conto va identificato: i moduli con copia del documento oppure SPID e CIE sono le strade che gli operatori mettono a disposizione. BetFlag rimanda alle procedure con SPID e con CIE accanto alla registrazione tradizionale. AdmiralBet accetta fronte e retro di un documento valido in .pdf, .jpg o .png, oppure SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo e importa i dati automaticamente. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, come indicano le pagine degli operatori, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

Identità, conto verificato e cosa resta scoperto fuori dal sistema

Un conto di gioco identificato ha due facce. La prima è la secca: nessun anonimato, nessuna registrazione con tre campi e una mail. La seconda è che tutte le tutele italiane presuppongono quel conto, e senza di esso semplicemente non esistono. Il limite di deposito scelto in registrazione è agganciato al conto. L’autoesclusione registrata nel RUA è agganciata al conto. La possibilità di portare un reclamo davanti a un’autorità italiana è agganciata al conto. Un sito senza concessione non è collegato a nulla di tutto questo, e chi vi si autoesclude lo fa, nella pratica, solo nella propria testa.

Qui sta il punto che rende la dicotomia meno banale di come la si racconta. Chi apre un conto con un concessionario ADM paga l’identificazione con una perdita di comodità e la riceve indietro sotto forma di strumenti che agiscono sul suo comportamento. Chi apre altrove non paga nulla in comodità e non riceve nulla in cambio. Non è una questione morale: è che i due conti non offrono lo stesso servizio, e il secondo è più comodo solo perché ha meno parti.

Normativa e vigilanza: chi controlla, chi sanziona e chi rischia

Il quadro è il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, sul riordino del settore dei giochi pubblici a distanza, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le concessioni non sono licenze aperte: si assegnano per gara pubblica attraverso bandi. L’articolo 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza con una concessione — scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; bingo. Il comma 3 dello stesso articolo fissa la durata: chi vince il bando può gestire uno o più di quei giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo automatico.

Il bando di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, per circa 7 milioni di euro ciascuna su nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. I requisiti includono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che ADM fissa nel bando. Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata.

Siti inibiti: come funziona il blocco e perché il nome cambia ogni mese

ADM blocca i domini che offrono o sponsorizzano gioco illegale reindirizzandoli verso una pagina con un’avvertenza, e quella pagina segnala che il sito richiesto è privo delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia. Il fondamento è l’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, e chi fornisce connessioni internet è tenuto a consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti.

Il meccanismo ha una data di aggiornamento tecnico che pochi conoscono. Dall’aprile 2026 i siti inibiti vengono reindirizzati a sito-inibito-giochi.adm.gov.it al posto dell’indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione. L’ultimo elenco dei siti inibiti risultava aggiornato al 13 ottobre 2026. Un ordine del 2025 aveva portato il totale a 11.481 domini, e gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono decine o centinaia alla volta.

Qui bisogna dire una cosa scomoda per chi cerca vie traverse, ed è meglio dirla che lasciarla scoprire a conto aperto. Il blocco opera a livello DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri ad allinearsi, perciò un dominio compare e scompare, e i cosiddetti mirror ricompaiono nel giro di qualche ora. Ma il fatto che un sito sia raggiungibile non lo rende autorizzato. È la stessa differenza che passa tra una porta aperta e una porta di casa propria: la mancanza di una serratura non trasferisce la proprietà. La parola che ADM usa per l’esito di queste operazioni è «oscurati», e la lista cambia continuamente proprio perché il fenomeno non si esaurisce.

Il capitolo sanzioni non riguarda solo gli operatori. La legge 13 dicembre 1989, n. 401 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi e scommesse accettati all’estero. Lo stesso articolo, come ADM ha ricordato il 28 febbraio 2024, sanziona con ammenda e arresto fino a tre mesi anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari. L’importo dell’ammenda non è noto, e non risultano casi documentati contro un giocatore. Ma la regola esiste, ADM la enuncia, e chi scommette su un sito estero non è nella posizione di chi scommette su un concessionario. Non è un dettaglio formale, ed è l’unico punto di questa pagina in cui non c’è niente da ridere.

Sul fronte pubblicitario la legge punisce anche la filiera. ADM ricorda che pubblicizzare operatori privi di concessione può comportare per i media, oltre alle conseguenze penali, specifici provvedimenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. E i fornitori di connettività e i prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto da ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata, come prevede l’articolo 22 del decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41. Chi mette il proprio logo accanto a un sito illegale, o incassa per conto suo, paga.

Giurisdizione, reclami e dove si porta una contestazione

Il vantaggio di un concessionario ADM non è l’estetica del sito, è la possibilità di alzare la voce con qualcuno che risponde. Una contestazione su una scommessa, su un prelievo o su un conto bloccato ha, in Italia, un percorso: si apre con l’operatore, si porta davanti all’autorità di vigilanza, e in ultima istanza esiste un foro italiano. Chi ha un conto su un dominio .it con un numero di concessione ha davanti a sé tutti e tre i passaggi. Chi ha un conto su un dominio estero ha davanti a sé un indirizzo di assistenza, in una lingua che non è la sua, sotto una legge che non è la sua.

La cosa va detta con precisione, perché la strada è meno ovvia di quanto sembri. La concessione è legata al sito, non alla fama del marchio. Un nome celebre che compare in una classifica internazionale può benissimo non avere una concessione italiana, e in quel caso la sua notorietà non serve a nulla davanti a un prelievo che non arriva. Il test da fare è noioso e definitivo: numero, ragione sociale, dominio .it. Tre elementi, un minuto di lettura delle condizioni, e la questione è chiusa prima di depositare.

Il betting exchange e i prodotti di confine

Vale la pena dedicare due righe a un prodotto che chi arriva dall’estero spesso cerca proprio qui. Il betting exchange — punta e banca — è ammesso come gioco separato dall’articolo 6, comma 1, lett. e) e definito dall’articolo 2, lett. u): il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. Betfair è descritto come il primo operatore del settore, con la concessione 16028, e la sua documentazione riporta regole particolari per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50 centesimi; un articolo di stampa specializzata del 2024 riferisce che il giocatore non deve nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è dato sapere. Chi cerca un exchange italiano, quindi, parta dal presupposto che la scelta sia stretta e vada verificata caso per caso.

Sui limiti, un’ultima precisazione che riguarda proprio la parte normativa. Non esiste un tetto legale in euro alle puntate nelle scommesse sportive. Gli strumenti che vincolano davvero sono due: i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito che sceglie in registrazione. Lo Stato non ha messo un tetto; ha messo un percorso in cui il tetto lo decide chi gioca. È una scelta di politica del gioco che piaccia o no, ed è quella che rende così pesante, per un giocatore italiano, la differenza tra un conto che chiede quel limite e un conto che non lo chiede affatto.

Prevenzione e tutela: gli strumenti che restano dentro il sistema

La protezione del giocatore in Italia non è un’appendice del regolamento, è una serie di obblighi scritti nell’articolo 15, comma 1 del decreto di riordino. Il comma elenca gli strumenti che i concessionari devono offrire: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici sulla durata della sessione e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l'obbligo di inibizione imposto dall'ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata.

C’è un obbligo meno visibile e più interessante, perché mostra da che parte pende l’impianto. L’articolo 15, comma 2 impone a ciascun concessionario di spendere lo 0,2 % del proprio ricavo netto, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Non è pubblicità di prodotto — quella è vietata — è comunicazione sul rischio. Chi sostiene che il sistema italiano tuteli solo a parole trova qui un numero concreto che dice il contrario.

Limiti di deposito: cosa si sceglie alla registrazione e cosa cambia dopo

Il limite di deposito si sceglie in registrazione, su base settimanale o mensile, e il limite scelto vale da subito. La meccanica è asimmetrica per una ragione che ha una sua logica: un limite abbassato ha effetto immediato, un limite alzato entra in vigore dopo 7 giorni. AdmiralBet lo scrive nelle proprie condizioni e vi aggiunge un secondo livello di controlli, perché alla registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile.

Quei sette giorni sono il pezzo di design più intelligente dell’intero impianto. Un giocatore che ha appena perso una somma importante e decide di aumentare il limite deve convivere con la propria decisione per una settimana intera prima che diventi operativa. Nella maggior parte dei casi, non la prende. È un ritardo costruito per un momento psicologico preciso, e per questo funziona meglio di molti avvisi.

La figura del limite di deposito che ADM fissa nel bando di gara non è nota pubblicamente. L’architettura, però, è chiara: il tetto statale non c’è, il protocollo approvato dall’autorità sì, e la scelta individuale resta il perno del sistema. Chi cerca una regola unica da citare non la trova, e chi cerca un meccanismo da usare lo trova nello spazio di tre clic in fase di registrazione.

Autoesclusione e RUA: come si blocca il gioco su tutte le piattaforme

Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, esiste dal 2018 e ha una portata che molti sottovalutano. L’autoesclusione registrata nel RUA si estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è stata richiesta. Non è quindi un blocco di cortesia fatto da un singolo operatore: è un blocco centrale, che vale su ogni conto aperto con un concessionario e anche sulle sale fisiche.

Le condizioni di AdmiralBet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia. Dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Un arco che va da una settimana a nove mesi copre situazioni molto diverse: la pausa breve di chi vuole solo staccare, e la sospensione lunga di chi ha capito che il problema non si risolve in un mese.

Il punto che chiude il cerchio è la funzionalità del registro rispetto a chi sta fuori. I siti senza concessione non sono collegati al RUA, quindi un giocatore autoescluso che apra un conto su un dominio estero non è bloccato da nulla e non è protetto da nulla. È la dimostrazione più netta di come il sistema regolato non sia un doppione burocratico: è l’unico posto in cui lo strumento esiste. Chi entra nell’elenco si è dato un vincolo reale; chi ne resta fuori ha un vincolo che vale solo finché la sua forza di volontà tiene.

Gioco responsabile: dove si chiede aiuto

Fuori dalle pagine delle condizioni, gli operatori mettono a disposizione anche riferimenti di servizio. Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia l’app indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È un numero gratuito, gestito come servizio pubblico, e chiamarlo non ha conseguenze sul conto.

L’età minima è fissata a 18 anni. L’articolo 3, comma 1, lett. a) del decreto nomina la «tutela dei minori di età» tra i principi del settore, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa il limite a 18 anni. Esiste una determinazione di un dirigente ADM su scommesse e minori che cita il DM 111/2006, ma il suo contenuto non è noto. Chi ha dubbi su un caso specifico ha una strada più diretta che leggere le delibere: chiedere all’operatore e, se serve, all’autorità.

Le recensioni: dieci concessionari, dieci profili diversi

Da qui in avanti la pagina cambia registro. Le sezioni precedenti riguardavano il perimetro — chi sta dentro, chi sta fuori, a quali condizioni. Questa parte riguarda dieci operatori che stanno dentro, e li guarda uno per uno su ciò che le loro condizioni e le loro app dichiarano. Le valutazioni sono di chi scrive, ancorate ai dati: dove un’offerta è ricca lo dico, dove il profilo è sottile lo dico ugualmente, e dove il lettore si trova a dover verificare qualcosa da solo lo segnalo invece di riempire il vuoto.

Prima di entrare, una nota di metodo che vale per tutte e dieci. Nessuna di queste schede stampa l’importo di un bonus di benvenuto, i requisiti di puntata o le quote minime, perché le condizioni e le schede degli operatori consultate su questi punti non dicono nulla. Il motivo è il Decreto Dignità, che vieta qualsiasi forma di pubblicità ai giochi e alle scommesse con vincite in denaro sul territorio italiano. Ne parlo in dettaglio più avanti, perché ha effetti pratici importanti per chi confronta le offerte. Per ora basta la conseguenza: in Italia il dettaglio del bonus lo si legge una volta aperto il conto gioco, nelle condizioni dell’operatore, non in una pagina di confronto.

StarCasinò: casinò prima di tutto, con un bookmaker dentro

Il profilo di StarCasinò si legge dalla sua app, che mette le slot e il Live Casinò accanto alle scommesse sportive. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva. La concessione è la numero 16026, intestata ad Azzurri Limited, e il sito di riferimento è StarCasinò.

La curiosità di questa scheda è che Azzurri Limited gestisce anche Betsson, con la concessione 16027. Due marchi, due concessioni, due siti .it, un unico concessionario dietro le quinte. Chi pensa di «aprire su due operatori diversi» per distribuire il rischio sta in realtà parlando con la stessa società, e i limiti che si è dato su una piattaforma restano nella testa del giocatore sull’altra. Non è una scorrettezza: è come funziona la struttura societaria, e conviene saperlo.

Il giudizio su StarCasinò dipende dal punto di partenza di chi legge. Chi ha già l’abitudine del casinò trova un ambiente coerente, con il bookmaker in casa e un’interfaccia unica. Chi cerca solo un palinsesto sportivo profondo non ha qui il suo posto naturale: le tipologie di scommessa ci sono, ma il centro di gravità del prodotto è un altro.

Sisal: il catalogo più largo, e si vede

Sisal porta sul tavolo numeri che nessun altro dei dieci produce in questa forma: oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive, più di 15.000 eventi live, e la diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. La concessione è la 16020, a nome Sisal Italia S.p.a., sul sito Sisal.

La voce del catalogo va letta insieme a quella dei formati, perché è lì che si capisce di che operatore si tratta. Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, con la funzione Cash Out per chiudere la giocata prima che l’evento finisca. La funzione Cash Out torna anche da altre parti in questa pagina, ma resta uno strumento con una sua logica: chiude una posizione invece di aspettarne l’esito, e il prezzo a cui la chiude lo fa il bookmaker.

Il giudizio è che Sisal sia l’operatore più «generalista di alto livello» del gruppo, nel senso migliore del termine: chi non sa cosa cercherà di preciso, e vuole un catalogo che non lo lasci a piedi un martedì sera, qui trova la copertura più ampia. Chi invece ha un mercato di nicchia in testa — un campionato minore, una statistica specifica — deve comunque verificare che quel mercato esista, perché una lista di formati non è una garanzia sulla singola voce.

Betsson: il bookmaker puro, con un casinò accanto

Betsson si presenta con un’app che copre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. La concessione è la 16027, sotto Azzurri Limited, sul sito Betsson.

Questo è il profilo dell’operatore che mette il bookmaker al centro e il resto attorno. La griglia dei mercati elencata dall’app è quella classica, e la sua presenza è una buona notizia: 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo sono le voci che un giocatore di calcio usa davvero, e vederle nominate per prime dice qualcosa sulle priorità del prodotto. Sul calcio il catalogo regge il confronto con gli altri; chi cerca profondità in sport diversi deve verificarlo da sé.

Il giudizio è che Betsson convenga a chi ha un’idea abbastanza chiara di cosa vuole giocare e non ha bisogno di un catalogo enorme intorno. Chi cerca invece l’evento strano e la statistica esotica trova in altri operatori di questa lista più materiale da setacciare. Il fatto poi che condivida la società con StarCasinò non è una macchia, ma è un’informazione che appartiene alla scheda.

SNAI: la schedina tradizionale, digitale

SNAI copre singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e con la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. La concessione è la 16032, a nome Snaitech Spa, sul sito Snai.

Il dettaglio dei sistemi merita una riga, perché è il formato che distingue SNAI nel gruppo. Una singola è una scommessa, una multipla è una catena di scommesse che devono vincere tutte, un sistema è un insieme di combinazioni costruite su più eventi in cui non serve indovinarli tutti. È il formato di chi vuole giocare più partite senza legare l’esito di tutte a un’unica catena, e non tutti gli operatori lo trattano con la stessa attenzione. SNAI sì.

Il giudizio è che questo sia l’operatore più «da schedina ragionata» della lista, il che è un complimento specifico e non universale. Chi cerca una quota secca da piazzare in trenta secondi troverà prodotti più immediati altrove. Chi vuole costruire qualcosa di più articolato su più partite ha qui lo strumento giusto, con i mercati sui dettagli — cartellini, rigori, tiri in porta — che rendono quella costruzione interessante.

Eurobet: il palinsesto che esce dal perimetro dello sport

Eurobet porta un palinsesto che va dal calcio, tennis e basket fino a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, e che prosegue con eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, comprese le elezioni. La concessione è la 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sul sito Eurobet.it.

La parentesi scacchi è la più eloquente della tabella. Uno sport nel quale il risultato dipende da due persone sedute a un tavolo, con tempi lunghi e nessun infortunio, starebbe in pochissimi palinsesti se dipendesse dall’interesse del pubblico di massa. La sua presenza dice che l’operatore costruisce il catalogo per copertura, non per popolarità. E la parte su spettacolo e politica porta il palinsesto fuori dal perimetro sportivo in modo dichiarato.

Il giudizio è che Eurobet sia la scelta di chi cerca l’evento che nessun altro quota, accettando in cambio un prodotto meno concentrato sul calcio di Serie A rispetto ad altri. Il fatto che Eurobet Italia gestisca anche Bwin.it e giocodigitale.it è un’informazione utile per chi confronta i marchi: due nomi diversi, una società sola. Chi apre su entrambe le piattaforme per «diversificare» non sta diversificando niente.

bet365: copertura internazionale e un limite di prodotto

bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre-evento e live. La concessione è la 16030, a nome Hillside (New Media Malta) Plc, sul sito Bet365. Gli strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, con il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 indicato per i residenti in Italia.

La ragione sociale è il pezzo più interessante della scheda. Hillside (New Media Malta) Plc è una società maltese che opera in Italia con una concessione italiana: è la prova che una licenza estera e una concessione italiana possono convivere, purché l’operatore si metta in regola con il nostro ordinamento. Chi sostiene che «un bookmaker straniero non può rispettare le regole italiane» ha davanti un controesempio con un numero di concessione attaccato. La differenza tra chi ha la concessione e chi non ce l’ha non è la nazionalità, è la scelta.

Il giudizio è che bet365 sia l’operatore più «internazionale» della lista, e che questo sia insieme un pregio e un limite. Il tifoso che segue i campionati esteri e l’ippica trova pane per i suoi denti, e il fatto che sia stato indicato come primo partner della Setka Cup dopo l’autorizzazione di settembre 2026 conferma un atteggiamento attivo sul palinsesto. Chi cerca invece un prodotto fortemente locale, con il campionato minore e la partita di provincia, deve verificare la profondità sul singolo torneo prima di appoggiarsi al nome.

Goldbet: l’operatore che regala complessità a chi la cerca

Goldbet mette a disposizione schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. La concessione è la 16009, a nome Goldbet Better Organization Italy S.p.a., abbreviata GBO Italy, sul sito Goldbet.

Il richiamo al bonus nella scheda dell’app è il posto in cui la mano dell’operatore si vede meglio, e vale la pena dire onestamente cosa significa. Un bonus di benvenuto è il termine che gli operatori usano per il proprio incentivo all’apertura del conto; il Decreto Dignità vieta la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Che i termini dell’offerta non compaiano nelle schede consultate non vuol dire che non esistano: vuol dire che in Italia non si comunicano. Chi apre un conto qui, come altrove, legge i requisiti — puntata, quota minima, scadenza — nelle condizioni dell’operatore, prima di depositare.

Il giudizio è che Goldbet punti su chi vuole provare più formati senza aprire conti diversi: la gamma di schedine è quella completa e le combinazioni possibili sono parecchie. Il rovescio è che l’ampiezza dei formati non è di per sé una garanzia sulle singole partite. Chi gioca abitualmente sistemi e multiple ha qui una casa naturale; chi cerca una quota secca ha davanti un’interfaccia più ricca del necessario.

Planetwin365: calcio europeo e risultati in diretta

Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga e La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. La concessione è la 16007, intestata a Pwo S.p.a., sul sito Planetwin365.

La lista dei campionati è il dato più informativo della scheda, perché non si ferma ai tornei di vertice. La Serie C tra Serie A, Premier League e Bundesliga dice che l’operatore investe sul calcio italiano in profondità e non solo sulla fascia alta, che è esattamente ciò che cerca chi vive di partite di provincia. Aggiungici più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta e il profilo è quello di un operatore che gioca sulla quantità di eventi coperti, non sulla specializzazione.

Il giudizio è che Planetwin365 sia l’operatore più «da tifoso di calcio italiano» del gruppo, con una copertura della piramide nazionale che pochi altri offrono a questo livello. Sul resto degli sport il catalogo è ampio, ma chi gioca esclusivamente tennis o basket deve verificare la profondità dei mercati invece di fidarsi del numero complessivo delle discipline.

AdmiralBet: gli strumenti di controllo in prima linea

AdmiralBet apre il conto di gioco con la registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo e importa i dati automaticamente. La concessione è la 16048, a nome Admiral Bet S.r.l., sul sito AdmiralBet.

Il profilo di questo operatore si distingue nella pagina per un motivo diverso dagli altri, e non è il palinsesto. In registrazione AdmiralBet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con un limite ridotto che ha effetto immediato e uno aumentato che entra in vigore dopo 7 giorni. È l’unico dei dieci a dichiarare questo passaggio nelle condizioni consultate, e la scelta di chiedere i tre limiti insieme — soldi, ricariche e tempo — è più ambiziosa di quella di chiedere il solo deposito.

Il giudizio non è «AdmiralBet è il migliore», che sarebbe falso e non dimostrabile. È che questo operatore è il più adatto a chi sa di aver bisogno di un vincolo esterno e vuole costruirlo in apertura, con il costo in comodità di un modulo in più e il vantaggio di un tetto che non deve fissare da solo ogni volta che apre l’app. Chi invece vive il limite come un’intrusione troverà qui un fastidio che altri operatori non gli impongono.

BetFlag: identificazione moderna, profilo discreto

BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica per aprire il conto, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. La concessione è la 16008, a nome Betflag S.p.a., sul sito Betflag.

La doppia via di identificazione è il contributo specifico di questa scheda. SPID e CIE sono i sistemi di identità digitale italiani, e la loro presenza accanto al caricamento del documento significa che l’operatore ha investito nell’integrazione con l’infrastruttura pubblica invece di limitarsi al modulo con l’allegato. È un vantaggio che si sente in una fase sola — l’apertura — e che in quella fase fa la differenza tra dieci minuti e mezz’ora.

Il giudizio è che il profilo di BetFlag sia quello di un operatore solido e poco appariscente. Sulle condizioni consultate non offre un elemento che lo distingua nettamente sul prodotto, e questo va detto invece di gonfiare una scheda. Chi tiene molto alla rapidità di apertura e all’identificazione digitale ha qui un argomento concreto; chi sceglie in base al palinsesto deve guardare le altre schede di questa pagina.

Il conto di chi sceglie fuori: un calcolo in euro

Mettiamo ora dei numeri su un’idea che finora è rimasta qualitativa. Prendo il caso di un giocatore che punta 100 € a settimana su un mercato a due esiti con quota 1,90 e 1,90, e che deposita esattamente quella somma ogni settimana rispettando il limite che si è dato in registrazione. Le due quote sono un esempio illustrativo, non un prezzo quotato da un operatore: servono solo a far funzionare l’aritmetica.

Su quel mercato la somma delle probabilità implicite delle due quote fa più di uno, e la differenza è il margine del bookmaker. Con 1,90 e 1,90 il payout share del mercato, cioè la quota di tutte le puntate che il mercato restituisce, è pari a 1 diviso la somma di 1/1,90 più 1/1,90: il risultato è 95 %. Il margine del bookmaker è la parte restante, cioè il 5 %. Su cento euro puntati, in media, cinque restano al bookmaker e novantacinque tornano sotto forma di vincite.

Da qui il conto che interessa. Cento euro di puntate a settimana con un margine del 5 % costano in media 5 € a settimana, che su un anno fanno circa 260 €. Se il giocatore punta invece 100 € ogni giorno, il costo medio settimanale sale a 35 € e quello annuo a circa 1.820 €, sempre nella stessa ipotesi semplificata di puntate tutte allo stesso margine. Il numero da tenere a mente non è 5 € né 260 €: è il rapporto. Chi deposita 100 € alla settimana e pensa di «giocare quello che si era dato» dovrebbe sapere che quel deposito, a fine anno, ne ha già generati circa 260 di valore atteso per il bookmaker. È una stima statistica, non un conto esatto, e vale come media su tante puntate: la singola settimana può finire in attivo, in passivo, o più probabilmente in un punto qualsiasi nel mezzo.

C’è una precisazione che cambia il conto in modo sostanziale, ed è quella che riguarda il bonus. Quando un’offerta di benvenuto chiede di «rigiocare» l’importo ricevuto, quella richiesta si traduce in un volume di puntate aggiuntivo, che a sua volta passa attraverso il margine. Un bonus che impone un requisito di puntata elevato può quindi costare molto più di quanto regali, e il calcolo non si fa sull’importo del bonus ma sul volume di gioco che richiede. Non posso mettere numeri su questo punto, perché le condizioni degli operatori di questa pagina non pubblicano requisiti di puntata: la conclusione che se ne trae è però precisa. Prima di qualsiasi deposito, il requisito di puntata è la prima riga da cercare nelle condizioni.

E c’è il conto di chi sceglie di restare fuori. Per un giocatore italiano che scommette su un sito estero, le vincite sono «redditi diversi» secondo l’interpretazione che l’Agenzia delle Entrate ha dato con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, e vanno dichiarate per l’intero importo ricevuto senza deduzioni, nel Modello Redditi PF o nel 730. La lettura pratica è che non c’è ritenuta alla fonte e c’è una dichiarazione da fare. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va verificata con un commercialista: non è consulenza fiscale.

Vale la pena mettere le due posizioni una accanto all’altra, perché la differenza è grande. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario: è quanto riporta la stampa specializzata nel 2024 e nel 2026, secondo cui le vincite sono «tassate alla fonte» e il giocatore riceve la somma netta. È una ricostruzione giornalistica e non un documento dell’amministrazione finanziaria: anche qui, prima di decidere, un commercialista. La tassa che il concessionario paga sull’imposta unica per le scommesse sportive a quota fissa è del 24,5 % se la raccolta è a distanza e del 20,5 % se è su rete fisica, calcolata sulla differenza tra quote giocate e vincite, secondo quanto riporta la stampa specializzata; le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, mentre le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.

Il quadro che ne esce è quello di due conti diversi per due scelte diverse. Sulla piattaforma con concessione, il costo visibile è il margine del mercato e quello nascosto è il carico fiscale dell’operatore, che arriva al giocatore già incorporato nella quota. Fuori, il margine resta ma il carico fiscale si sposta sul giocatore sotto forma di una dichiarazione — con il rischio di non farla. Aggiungere a questo l’esposizione che ADM stessa richiama, cioè l’ammenda e l’arresto fino a tre mesi per chi partecipa a scommesse organizzate da operatori non concessionari, sposta il bilancio in modo netto. Il sito estero non è una scelta furba con qualche rischio in fondo: è una scelta che lascia al giocatore i costi che il sistema italiano teneva dall’altra parte del tavolo.

Il Decreto Dignità e la pubblicità: perché il bonus non si vede

Il Decreto Dignità, articolo 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018, è in vigore, e ADM lo ha richiamato il 28 febbraio 2024 citandone il testo: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». L’autorità che lo fa rispettare è AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.

La conseguenza pratica per chi confronta operatori è doppia. Da un lato, i termini di un bonus sono difficili da trovare prima di aprire il conto, perché comunicarli è pubblicità vietata — e questo spiega perché le schede di questa pagina non li riportino. Dall’altro, la legge che vieta la pubblicità promuove anche la comunicazione sul gioco responsabile: il decreto prevede la pubblicità del gioco pubblico che serve al gioco sicuro e responsabile, e consente a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo. Vieta l’invito a giocare, non l’avviso su come giocare senza farsi male.

Sul fronte applicativo la situazione è meno lineare di quanto il testo sugerisca. AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025. Il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €, e sono pendenti due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea: la causa C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e la causa C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Sono proposte, non legge: un emendamento di Forza Italia alla manovra del 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni, è rimasto tale, e al momento della verifica il divieto è in vigore.

Il giudizio su questo punto è che il Decreto Dignità abbia spostato il problema invece di risolverlo. Ha eliminato la comunicazione sui bonus dagli spazi pubblici, e non ha eliminato i bonus. Il risultato è che l’informazione si è spostata in luoghi meno controllati, mentre i termini restano nelle condizioni dell’operatore, dove il giocatore deve andare a cercarli. È una legge con un’intenzione seria e un effetto secondario scomodo: chi la rispetta comunica di meno, e chi cerca informazioni le trova dove capita.

Domande frequenti su scommesse non AAMS e concessione ADM

Quali rischi corre chi scommette su un sito senza concessione italiana?

Il primo è indicato da ADM stessa: la legge 401/1989, art. 4, come l’agenzia ha ricordato il 28 febbraio 2024, sanziona con ammenda e arresto fino a tre mesi il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari. Si aggiungono il blocco DNS del dominio, la filiera dei mirror che cambiano indirizzo, l’assenza di un foro italiano per un reclamo e la tassazione delle vincite come redditi diversi da dichiarare.

Come si verifica se un bookmaker ha davvero la concessione ADM?

Si cerca il sito nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, e si controlla che il numero di concessione e la ragione sociale compaiano nelle condizioni dell’operatore. La concessione è legata al singolo sito .it, non all’azienda, quindi un marchio celebre può non avere titolo italiano, e una posizione in una classifica non è una concessione.

Che cos’è il RUA e che effetto ha l’autoesclusione?

Il RUA è il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018. L’autoesclusione registrata vale su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è stata chiesta, e anche sulle sale fisiche. I siti senza concessione non sono collegati al registro, quindi un giocatore autoescluso che apra un conto estero non è bloccato.

Che cosa vieta il Decreto Dignità sulla pubblicità delle scommesse?

Vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, internet compreso, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione, applicata da AGCOM. Il divieto riguarda la comunicazione, non l’esistenza dei bonus, e al momento della verifica resta in vigore.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Il limite si sceglie in registrazione, su base settimanale o mensile, e vale da subito. Un limite abbassato ha effetto immediato, uno alzato dopo 7 giorni. AdmiralBet chiede anche limiti di ricarica, spesa e tempo di gioco per giorno, settimana e mese. Non esiste un tetto legale in euro alle puntate: il vincolo lo decide il giocatore.

Le vincite delle scommesse sportive si tassano in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario: è quanto riporta la stampa specializzata, che le descrive come «tassate alla fonte». Le vincite da siti esteri sono invece redditi diversi secondo la risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 141/E del 2010, da dichiarare per intero. In entrambi i casi, un commercialista.

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